Scritta da: Almus

Tutto ciò che resta

Riposa una quercia secolare
dietro la casa dei giochi
il sole sardonico è stanco
lambisce l'alabastro bianco,
di fiori

solo conforto questi
vecchi mobili e l'odore
d'assenza nei cassetti

di tutte la scartoffie
sulla scrivania
neanche una fotografia
-come è bugiardo il tempo
quando indossa un camice bianco-

adesso, nell'orto di ricchi filari,
nel luogo di fertile attesa
una terzina,
tenace, nel nulla virtuosa,
mi rende il tuo nome:

riposa...
in pace...
Angelina.
Alberto Muscolino
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    Scritta da: Almus

    Vaneggiare stanco

    Il ragno non mangia le prede
    il cane stanco, si siede
    si passa senza perdono
    sull'acqua santa il piede.

    Come trabiccolo di giorno
    un monumento senza ricordo
    si staglia sempre uguale
    dentro la spera del viale...

    Vedi il cielo sempre lo stesso
    accoglie l'umanità di gesso
    vedi dentro le fogne le stanze
    è la ricchezza delle parvenze!

    Ma in mezzo a quest'acre rumore
    che sembra composto di vento
    non pensi che intanto si muore
    e ce ne sfugge il senso?
    Alberto Muscolino
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      Scritta da: Almus

      Che speri... poeta!

      Stanco riflettere immoto
      verde vernice sui colli
      osservo, da una finestra scura,

      chiare spirali di rondine
      nascondono il pianto del cielo.

      Che speri
      dai vortici rosa
      che squarciano il sereno?

      M'offende il luccichio
      di questa spinosa brossura
      senza la quale
      è vano
      il nostro temperare!

      M'offende il sapore amaro
      della dimenticanza compressa
      dentro stazioni virtuali.

      Che sia morta
      sotto lo strale digitale
      la cara divinità di Montale!?

      Che passi allora
      di questo infinito tramonto
      il rosso soltanto,
      di tegole...
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