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Poesie di Albertino Federici

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Scritta da: Albertyno

Mio Padre

Sdraiato sul mio letto impotente verso la vita,
ho visto i miei giorni trascorrere uno dopo l'altro,
come una vecchina sgrana il Rosario, la donna buona chiamata morte ha sgranato i miei giorni.
Ed ora sono qui all'ultima Ave Maria contento di andarmene da questo inferno chiamato vita,
contento che il mio Rosario sia giunto al termine.
Chiedo all'infermiera di aprirmi le tendine e di spalancare la finestra,
voglio per l'ultima volta vedere il sole senza filtri,
voglio ancora una volta respirare a pieni polmoni l'aria gelida della vita.
Ah quanti ricordi,
quanti rimpianti,
ma ormai non c'è più tempo, l'Ave Maria è giunta all'Amen,
epilogo finale di una vita priva di significato tersa di egoismo donatomi dall'ignoranza Umana,
l'aria gelida si fa ora più calda, ancora più calda, oserei dire bollente,
i raggi del sole si fanno forti,
fortissimi e mi avvolgono nel loro limbo per portarmi lontano dalle mie sofferenze,
so già che quando richiuderò gli occhi tutto questo finirà, ma in fondo è tutto quello che voglio.
Albertino Federici
Composta mercoledì 20 gennaio 2010
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