Poesie di Agostino Colombo
Radici
Sono nato ai bordi di uno stagno tra
i canneti,
ho ancora addosso il sapore del germoglio
e il freddo del vento che soffia tra
le foglie;
sono nato sotto la ragnatela e il nido
del passero
e ho visto luccicare il luccio quando
veniva il temporale,
e certi barconi avvicinarsi alla mia casa
di canne
come per prendermi con la loro civiltà
e le loro regole,
mi nascondevo tra i rami più folti, ero
come una lucertola
o un topo di campagna, ho sempre avuto
un rifugio
dove nascondermi agli uomini,
sono invecchiato
e conosco molto bene lo stagno, le canne,
l'umido
ma non so quasi niente di loro, miei simili.
Non guardo di fino
Sono uno che non guarda di fino, non
un pignolo; non uno spaccapelo,
a me basta camminare accanto al carro,
sentire lo zoccolo quieto,
un toc dopo l'altro; e andare: a briglia
sciolta
mi scelgono le strade, come per la
necessità del caso
e se sono tanti gli imbocchi uno solo
è lo sbocco: un prato
dove ti troverò distesa e candida. Hai
un vestito tutto ricamato a fiori
e sei giovanissima, come me del resto
che mi stendo accanto
tra le labbra uno stelo e la camicia bianca
e pulita
e guardiamo tutti e due il cielo che non ha
nuvole
e posso toccarti come fossimo in vita;
invece siamo eterni
e vediamo ogni specie di fiore e di pianta
e di animale
e il cavallo che ha tanto faticato
è lì anche lui e quieto.