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Scritta da: Agostino Aldrigo

Il cielo

Interrompo la mia pensosità tortuosa
alzando gli occhi al cielo:
quella visione è respiro per il mio pensiero
quella vasta profondità fa svanire le mie cure
quel celeste è più sereno di ogni nostro pensare
quel rosa più delicato di ogni nostro sentire

la sua luce fa impallidire i nostri grigiastri contorti giudizi,
i nostri gretti calcoli viola e verdastri diventano ridicoli
sprofondati nell'impassibile alta nobiltà del suo azzurro

la nostra piccolezza si rivela troppo infima
alla trama infinita del gioco delle nuvole
che dall'alto sorridono al nostro terrestre greve progredire.
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    Scritta da: Agostino Aldrigo

    Il vezzo

    Si guarda allo specchio
    a lungo toccandosi il viso
    ricomponendo i capelli
    stirando le pieghe
    il collo della camicia

    lo fa solo per se stessa
    perché non esce di casa
    nessuno viene a trovarla
    è un'abitudine presa da giovane
    quando nel paese era considerata
    fra le più belle:

    nella vecchiaia
    s'impara che la vita
    è fatta di piccole cose
    di rispetto di se stessi.
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