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V

Le lunghe vie delle attese
si ergono scostanti
a volte sono in cima ad un carro
a volte ti sembrano accanto

Salgono colline fino ai monti
per poi tornare indietro

Non saprai mai se giungono in cima
solo se sarai arrivato

Tu che vedi lassù tanto vuoto
io qui dormo serena
dopo molto strada

Le lunghe vie delle attese
si accompagnano ai punti di vista
spesso le hai dentro come radici
e ti svegli con mani e foglie

Spesso sei arida lungo il sentiero
e loro ti guardano in piedi
fiere, altere,
dalle gambe fino al cielo.
Agnese Roda
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    IV

    Caro padre dell'uomo cinese
    sveglialo in sogno stanotte
    e ricordagli le chiavi.

    Tu lo sai che non c'è Dio
    ma ci sono tante porte
    e dall'alto
    con quegli occhi stretti e i baffi corti
    gliele puoi mostrare

    Le parole della storia
    e i racconti mai svelati della guerra
    le erbe, le piante e le magie del corpo
    sussurrale all'orecchio

    Chi non ricorda i genitori lontani in cielo
    mai vede quelle porte

    Là ci sono possibilità
    e tutte le varie sfumature del vivere fino in fondo
    e conoscerne le euforie.
    Agnese Roda
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      III

      Uno spazio di foto appesa al muro
      In fondo al cuore ritrovo i granelli di polvere e di perle

      Il volto delle mie nonne
      e le volpi sulle spalle

      il coraggio di donne
      e i soldi da parte

      le necessità improvvise di comprendere ciò che è duro
      come le polo alla menta

      le ritrovo in un tasca d'improvviso
      dall'ombra di pelliccia d'astrakan
      che fa la polvere sul muro

      riportano il passato ad ora
      le lancette d'orologio
      le madeleine e il tè
      ne mangio
      la pasta morbida
      e tutti i suoi simboli
      come fosse tempio

      Ti guardo diversa
      da oggi vita mia
      che non mi lasci mai sola
      e tieni in pugno
      arma fiera e sincera

      Guardo la storia senza cornice
      e il presente non mi arrende.
      Agnese Roda
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