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Poesie di Ada Roggio

Acconciatrice, nato giovedì 29 giugno 1961 a Floersheim am Main (Germania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Indovinelli, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Ada Roggio

Colpe...

Per te, è colpa mia.
Se per te, a te, si!. Anche a te, è tutta colpa mia!.
Di tutto cio che è accaduto,
di tutto cio che accade,
di tutto cio che potrà accadere,
allora ti do, vi do, il martello, e questi chiodi.
Per ogni mia colpa, da voi presunta,
infilate nella mia carne un chiodo.
È mancato il tuo guadagno, il vostro guadagno!... è colpa mia,
infila questo chiodo nella mia carne stanca.
Sono saltati tutti i tuoi sogni, i vostri sogni!... è colpa mia,
infila questo chiodo nella mia carne stanca.
Per tutti i problemi avvenuti, che avverranno, è colpa mia,
infila questo chiodo nella mia carne stanca.
Allora che aspetti!...
Ribellatami, al tuo, al vostro volere.
Infila questo chiodo nella mia carne stanca.
Oggi,
per tutti la colpa è solo mia.
In difesa mia... nulla.
Silenzio, tutto tace.
Infila questo chiodo nella carne stanca.
Io.
Vestita della mia sola pelle.
Vestita della mia sola anima.
Vedrai, vedrete cadere il mio sangue.
Vi disseterà!
Vi sazierà!
Ogni lembo della mia pelle, ogni cellula che mi appartiene, uccisa.
Dignità estirpata. strappata, orribile infamità.
Da vite codarde che furbescamente estirpano l'anima,
con un sorriso gioviale.
Ma quando finirà la tua,
la loro sete di annientamento,
guardati un momento dentro, nella tua, vostra anima, nel tuo, vostro cuore.
Non credo riuscirai, riuscirete a dormire la notte.
Tanta sofferenza, tanta quanto la tua, la vostra amata amica bugia.
Per l'amato re del mondo... il... DENARO.
Da sollievo, non da pace.
Tutto il mondo tace.
Silenzio.
Colpe...
Composta mercoledì 23 maggio 2012
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    Scritta da: Ada Roggio

    Ciao mamma

    Festa della mamma.
    Entrammo.
    Entrammo di mattino presto.
    Entrammo con in mano un piccolo fascio di fiori.
    Entrammo nella casa del silenzio.
    A passi lenti,
    attraversai, attraversammo il viale alberato,
    lasciai cadere lo so sguardo
    su foto di vita vissuta.
    Vita passata.
    Vita strappata.
    Vita consumata.
    Vita a cui fu sottratto il sorriso.
    Vita.
    Quegli sguardi che un tempo avevan sorriso,
    lasciando su carta un ricordo,
    ricordo per molti ormai dimenticati.
    Mi accorsi di esser passata davanti ad amici, parenti,
    di non essermi mai fermata prima di all'ora.
    Mi si fermò il fiato,
    mi tremarono le mani,
    mi si strinse il petto,
    un nodo in gola.
    Arrivammo dinanzi al tuo altare oh madre,
    madre sua.
    Salì su per quelle scale ferrose,
    porgendo a te la mia preghiera,
    il mio saluto,
    non so per quale motivo sussurrai:
    presto verrò anch'io qui,
    tu tienimi la mano.
    Qui, non si sta poi tanto male!
    Finalmente potrò riposare.
    Ciao mamma.
    Composta martedì 15 maggio 2012
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