Scritta da: Ubago16
Vorrei prendere le tue mani
e descrivere con loro la vita.
Non sei qui, la storia si ripete.
Chiamiamo affanno l'idea dell'assenza
e perderla, il non-dove, significa flagello.
Distratto divago per l'antica pelle accarezzata,
rievoco il suo odore, profumo d'argento
assonnato nel vivere il riposo.
Assaggia l'amore, dipingi il suo fuoco
e annienta la speme d'oltreoceano fasullo.
Non ho alimento, né cielo, né luce,
sguardi distanti perduti in demenze.
Torno alle tue mani, odo il loro plauso
e mi accingo a rapirlo, renderlo mio
per poi piangerlo: felicità per armonia illusa.
Voglio sposarti, non ci sei e mi confesso.
Nel desiderio di un futuro, a te prometto
di non abbandonarmi, di morir d'aria
in un lento, bollente, generoso riso tuo.

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    Scritta da: Ubago16
    Ha partecipato al concorso
    AMORI di_VERSI

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