Acrostico
poesia postata da: David Kumada, Poesie (Acrostico)
Il discorso del sovrano
Buongiorno, o sudditi!
Udite le notizie dal fronte, portate poc'anzi da messaggeri trionfanti.
Gloria sia ai militi!
In memoria sarà il sacrifizio dè cavalieri che - impavidi - caddero
[in tanti
E in gesto 'sì audace.
Sconfitto è il nemico per sempre poiché ci proteggono e gli angeli e
[i santi;
Un prospero, etterno giardino già attende quelle alme ormai prive
[di limiti!
Brindiamo festanti!
Ulivi donate a noi le chiome, ne andremo a scambiare
[affinché guerra si eviti
Gioia sia agli amanti,
Infine riuniti nelle piazze; e nelle fornaci che del buon pane lieviti.
Evviva la Pace!
Amore distante
Ancora una volta ho pianto
Mentre fuori piove e tu vai via
Odio vederti andare
Rimanere sola col mio dolore
E non è facile essere forti quando
Dentro ti senti mancare
Inevitabile scende una lacrima
Segno di quanto mi fa soffrire
Ti porto dentro come un ricordo
Aspettando impaziente che tu possa tornare
Non c'è cosa più bella che mi potresti dire...
Torno presto amore...
E non devo più partire!
poesia postata da: Antonio Fabi, Poesie (Acrostico)
Ah, crostico!
Bene: l'acrostico è un gioco grazioso,
Un serio impegno per tutti i poeti,
Od un rituale scontato e noioso?
Non tutti gli scrittori vedo lieti,
Giacché, quantunque allegro e spiritoso,
Il gioco dà satanici boleti,
Ogniqualvolta diventa furioso:
Rime di fuoco, non v'è chi le acquieti.
Non tacerò, pertanto, sull'acrostico,
Onde chiarire quanto vi sia ostico.
Animarlo a casaccio: somma uscita!
Mi pare impresa degna di Culagna,
O di Renoppia, fine ed erudita.
Ritengo che sia grave la magagna:
È un carro senza ruote e senza oplita.
Do Re Mi Fa Sol La Sì
Ut sim in corde tuo cum casta cubes opto oroque,
Respice me, Domina pulchior quam omnis creatura,
Mihi poetae, qui autem tibi rideo lugeoque, fons,
Fac ut vultum tuum videam in undis remeantibus,
Sol qui splendes, sed luna verior,
Laxum cor qui una reficis
Si fieri potest basia me. Vere.
Dormendo pudica prego fervente che tu mi abbia in cuore,
Regina delle creature, volgi a me il tuo sguardo d’amore.
Mia fonte di versi, tristi e ridenti,
Fa’ che il tuo volto io veda tra le onde avvolgenti;
Sole che splendi, ma ancor più vera luna,
La sola che ridà forza al mio cuore in fortuna,
Si avveri il sogno che tu mi baci, davvero.
poesia postata da: Giuliettaespo, Poesie (Acrostico)
La famiglia
Fornivo
Amore
Magia
Invidia
Gioia, ma un giorno
La luna
Invidiosa mi catapultò sulla terra e
Adesso i sentimenti che regalavo li provo!