Frasi di Marilena Aiello

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Scritta da: ines sansone
Di te m'innamorai inseguendo i raggi del sole. Saggio e sapiente, lui colse il mio sguardo e lo guidò. Illuminò la cima del monte e la nuvola vicina, poi scese, carezzando il fianco della montagna, mostrandomi il tenero verde tra l'erba più secca. Sorrise, quando mi vide già radiosa d'amore mi prese per mano e mi accompagnò fin dentro al bosco. Come alito leggero pioveva la luce sui fiori, su quelli più piccoli e segreti, su quelli più vistosi e felici. Chiamò il vento, che si sollevò a suonare tronchi e rocce. Rapita e catturata, affascinata ed innamorata, come potevo tornare alla vita di rumore e cemento? Vestita di foglie e sfamata di gioia, ti sposai per sempre, mia amata, mia vita, mia natura, immenso dono di Dio.
Marilena Aiello
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    Scritta da: Marilena Aiello
    Nonostante le rughe e i segni del tempo, mi sembra di sentire ancora la tua voce cristallina, mi emoziono alla morbidezza delle tue forme, la mia memoria ti lega ad incantevoli e spensierati momenti di vita, alla gioia pura nella fiducia di un domani che sembra eterno, alla speranza di un orizzonte di canzoni sotto un cielo fatto di musica.
    Marilena Aiello
    Composta lunedì 7 gennaio 2013
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      Scritta da: Marilena Aiello
      Non era uno di quegli amori platonici tanto cari all'anima e al cuore, che se ne ciba per sognare, no. Era qualcosa di più forte e intenso, più urgente e più caparbio.
      Non era uno di quegli amori che ti fanno scrivere poesie, no. Le poesie le avrei anche scritte, ma non con la penna e sulla carta, ma con i baci e sulla pelle, la sua, baciata alla mia, fuse insieme senza confini precisi, incollate dal sudore della passione e dalla saliva della sete e della fame.
      Non era uno di quegli amori facili, quelli che ti passa la voglia perché allunghi la mano e li tocchi, che sono sempre lì e aspettano la noia, no. Era un amore impossibile e pertanto desiderabile, voluto, agognato, bramato. Uno di quegli amori che ti levano il sonno perché senti le sue mani addosso durante tutta la notte, nonostante la distanza, nonostante il buio di non essersi mai sfiorati e la cecità di non sapersi a memoria come invece desidereresti.
      E non era, no, uno di quegli amori che si portano dietro il fardello dei sogni obbligatori, quelli che, se non li realizzi, ti lasciano la vita incompiuta agli occhi dei più.
      Era un amore già adulto, già libero, con l'unico orizzonte spazioso del voler trascorrere il tempo insieme perché non c'è niente di più bello che stare insieme, niente di più pieno delle ore godute condividendo gli spazi e i gusti, i libri e i dischi, le risate e i silenzi, le carezze e i baci, le lacrime e le nuvole. Uno di quegli amori così belli che quasi non ci si crede e qui sta la rovina: ti assale la paura di realizzarlo perché potresti scoprirti vera e completa, potresti scoprire che la vita esiste, che la meta è raggiungibile, che fuori dalla porta c'è qualcosa che non sempre fa male, che forse addirittura fa bene e che chi ti ha raccontato il contrario ha venduto il suo cuore tanto tempo fa e non poteva far altro che rubarne uno qualsiasi, il tuo.
      Marilena Aiello
      Composta giovedì 6 settembre 2012
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