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Frasi di Francesca Alleva

Scrivere, nato a Milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Racconti e in Diario.

Scritta da: Francesca Alleva
Non faccio gli auguri a tutti i "papà". Faccio gli auguri a tutti gli uomini che si sono comportati da padre, perché a fare un figlio non ci vuole niente, a tirarlo su ci vuole tutta una vita.
Auguri a quegli uomini che non hanno avuto paura di un pancione, che ascoltano le turbe dei figli maschi e ispezionano ogni fidanzatino delle figlie femmine, che non si sono tirati indietro a crescere i figli da soli, che hanno accettato o cercato la propria famiglia.
Auguri ai padri, quelli veri.
Composta giovedì 19 marzo 2015
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    Scritta da: Francesca Alleva
    Mi piaci ma non riesco.
    Non riesco a far andare la voce oltre la gola.
    Non riesco a urlare con gli occhi.
    Non riesco a prenderti la mano.
    Non riesco a carezzare i tuoi capelli che amo per più di mezzo secondo.
    Non riesco a trattenere i conati quando mi sembri distante.
    Non riesco ad abbracciarti abbastanza forte da passarti calore.

    Non riesco a passare che le mani, sulle tue cicatrici: se ci passassi il cuore rimarrebbe impigliato.
    Non riesco a far andare il sorriso agli occhi; tra le guance mi s'è annidato il dolore.
    Non riesco a posarti le mani sul petto; mi pungono di disillusione.
    Non riesco ad oltrepassarmi.

    Mi piaci tu, ma non riesco io.
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      Scritta da: Francesca Alleva
      Di solito quando mi taglio sanguino poco. Dolore, un tampone, un po' di acqua ossigenata, un cerotto, un altro po' di dolore. Crosticina con cui giocare. Cicatrice. Fine del dolore.
      Non si sa perché con il cuore non funzioni.
      Con il cuore, quando mi feriscono, continuo a sanguinare per giorni, a volte per mesi. Hanno dimenticato le piastrine per i miei sentimenti. Stilettate di emozioni negative e inizio a sanguinare parole, lacrime, rabbia. I ricordi mi investono ad ondate e la ferita si riapre. E si riapre. E si riapre.
      Basta un niente, una piccola botta di profumo, un poco grattarsi di ricordi, un leggero freddo di malinconia, un'immersione prolungata in un'acqua calda di musica.
      E la crosta si riapre. E la cicatrice si arrossa.
      E mi tampono con parole, lacrime, rabbia.
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