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Le migliori frasi di Concetta Antonelli

I am casalinga, molte riserve e qualche optional, nato a Monopoli, bari (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie e in Racconti.

Scritta da: Concetta Antonelli
C'è una pianta del deserto che si chiama rosa di Gerico.
È un piccolo gomitolo secco, marroncino, non pesa nulla, sembra morta.
Ma se le si dà un pochino d'acqua per qualche giorno, mostra di nuovo la sua vitalità: si apre, rinverdisce, si riveste di vita e colore...
Così il mio amore per te: anche quando sembra sopito, assente... basta una parola, un ricordo, basta che tu mi porga la tua mano aperta e la rosa di Gerico che è nel mio cuore e che porta il tuo nome, torna a vivere...
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    Scritta da: Concetta Antonelli
    Ma perché questa notte non finisce mai...
    Non posso addormentarmi, non voglio addormentarmi.
    Ho paura del risveglio... ho paura di quell'attimo di totale, assoluta vulnerabilità.
    L'attimo in cui il sonno mi ha privata di tutte le difese e ho riaperto gli occhi e allora quella bastarda dell'angoscia sale con il coltello brandito nelle mani adunche e colpisce, colpisce... giù, senza pietà, affondando, affondando... e a me manca il respiro.
    Quanto hanno ragione sulle malattie psicosomatiche, se tu reprimi, il corpo si vendica e fa riaffiorare tutti i sintomi attraverso il filtro della malattia...
    Il cielo è azzurro da fare male, l'aria è perfino profumata di mare.
    Ma come fa questo profumo a superare le barriere di polvere e smog e arrivarmi nelle narici che lo bevono godendone...
    Ho un animo tutto morbido, plastico.
    Basta pochissimo a farmi piangere, pochissimo a farmi ridere, pochissimo a farmi imbronciare.
    Faticosamente devo ricostruire la mia corazza.
    Eppure non ne ho la minima voglia, vorrei lasciarlo così quest'animo bambino, tutto tenero, esposto ai raggi di sole con la paura di scottarsi ed ebbro di profumo di mare...
    Ebbro di vita...
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      Scritta da: Concetta Antonelli
      Con amore, babbo.

      Sei ancora accanto a me nel tuo sorriso.
      Come sei giovane in quella fotografia!
      Chissà quali pensieri avevi, mentre stringevi il palmo
      della mia mano piccola.
      E mi raccontavi di Ulisse e Polifemo, di "nessuno", solo per ascoltare la mia risata
      i pensieri... quando, a volte, ti ho deluso, quando mi hai visto sposa e ti sei congedato con un leggero bacio sulla guancia, da tua figlia, ormai donna.
      E quando hai lasciato nelle mie braccia
      il tuo ultimo respiro.
      Composta lunedì 14 marzo 2011
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