Scritta da: Antonietta
Il nostro corpo
presepe vivente nei luoghi dove siamo chiamati a vivere e lavorare.
Le nostre gambe come quelle degli animali che hanno visitato la grotta "quella notte"
Il nostro ventre
come quello di Maria che ha accolto e fatto crescere Gesù
Le nostre braccia
come quelle di Giuseppe
che l'hanno cullato, sollevato, abbracciato, e lavorato per lui
La nostra voce
come quella degli angeli per lodare il Verbo che si è fatto carne
i nostri occhi
come quelli stupiti di tutti coloro che la notte l'hanno visto nella mangiatoia
Le nostre orecchie
come quelle dei pastori che hanno ascoltato attoniti il canto divino proveniente dal cielo

la nostra intelligenza come quella dei Magi che hanno seguito la stella fino alla sua casa
Il nostro cuore come la mangiatoia che ha accolto l'Eterno che si è fatto piccolo e povero come uno di noi.
Anonimo
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