Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Kimberly
Quando ti hanno detto "Ti amo" per la prima volta, ci credevi o no?
Quando ti hanno strappato un bacio, nel più magico dei modi era amore o no?
Quando ti hanno sfiorato la guancia facendoti sentire importante, bella, unica, hai avuto dei brividi o no?
Quando per la prima volta hai abbracciato qualcuno e non volevi più lasciarlo, lo desideravi o no?
Passano gli anni, le emozioni svaniscono, anche l'amore che fino ad adesso era considerato "eterno", come puoi dire che una storia di quelle serie non abbia avuto niente che riguardasse l'amore quello vero? Solo perché ormai le persone non si vedono più nei ruoli di una volta non vuol dire che tutto quello che c'è, è stato una stupidaggine.
Composta sabato 27 ottobre 2012
Vota la frase: Commenta
    Scritta da: dolce bimba
    È uno strano dolore. Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai. Non è l'odio la cosa peggiore, ma quell'indifferenza che viene da chi ami.Certe cose ti lasciano il vuoto dentro, incolmabile troppo profondo e infinito, nel cuore c'è solo silenzio, allora ti senti soffocare, vorresti urlare e ti accorgi che sei sola con te stessa. Ti senti immobile, impotente e riesci solo a piangere, perdi lucidità e ti coglie la confusione, e poi ti accorgi che ti ha rubato il cuore, non riesci ad odiare perché l'amore è troppo forte, allora cominci a cadere nell'oblio e senti che la tua ferita non smetterà mai di sanguinare.
    Mi manchi da morire anche se non dovresti.
    Eppure un giorno, chissà quale e quanto lontano, saprai della mia esistenza.
    Non so quanto ancora posso resistere.
    Vota la frase: Commenta
      Scritta da: dade
      Alla fine ci sei sempre solo tu.
      Sei solo con te stesso o quello che rimane di quello che sei stato, di
      qualcosa che per lungo tempo è stato gioia, speranza, serenità, illusione.
      Passano le ore, i giorni, cerchi dentro di te una miccia, il capo di un filo
      imbevuto di liquido infiammabile che dà l'innesco ad un fuoco, alla fiamma e al
      calore.
      È quel calore che ti si propaga dentro e ti fa alzare in piedi, alimenta il
      motore del tuo corpo, brucia i residui della stanchezza e della sensazione
      oscura delle tue paure.
      Ogni cosa è nebbia, nebbia nei tuoi occhi, nella testa e nel cuore, umida e
      fredda, pericolosa e maledetta, ma non hai la forza di spazzarla via, chiedi al
      vento di soffiare, ma non ti ascolta, allora cerchi luoghi sicuri in cui
      aspettare che passi e che torni un po' di sole, ma sono lontani da raggiungere e
      non hai gambe per correre veloce.
      Allora provi a stare fermo, provi a renderti irriconoscibile, a mimetizzarti,
      per alcuni animali funziona così, si salvano la vita, perché non dovrebbe
      funzionare anche per te, ma loro sono più fortunati, i loro avversari sono là
      fuori e hanno le stesse loro paure, tu invece ce l'hai dentro la bestia che
      ti vuole mangiare che si vuole far beffa di te.
      È più difficile rendersi irriconoscibili a noi stessi, non c'è scampo, non
      c'è un riparo e non c'è nemmeno un inizio di fuga.
      Quello che senti è che vorresti fare il tuo corpo a pezzi e spargerlo in tanti
      posti, il più possibile lontani uno dall'altro, con la speranza che almeno uno
      di questi pezzi non venga trovato, che si salvi dai fantasmi e che possa
      tornare alla terra da dove è venuto, con i tempi della natura.
      Forse c'è solo da aspettare, forse bisogna solo saper pregare.
      Vita mia, non sai quanto ti amo e quanto ti odio quando ti prendi gioco di noi
      e ci muovi come fossimo i burattini del tuo teatro di strada.
      So che alla fine la vittoria sarà sempre tua e quelli là fuori decideranno se
      sarai stato bravo oppure no.
      Tu che cosa puoi fare, oltre a recitare la tua parte,
      non sei tu l'impresario, non decidi la storia, ti ci devi solo saper adattare.
      Sei un opportunista nato, uno sfruttatore, un ruffiano, un santo non importa adesso, forse importerà un giorno, quando non ci sarà più tempo e sarà troppo
      tardi per decidere di muoverti senza fili.
      Forse che per te, amica mia, sono solo parole confuse, uscite da un corpo e da
      un'anima instabile, agitata e senza pace, da una mente sofferente, per te
      non hanno un senso, ma sono parole che scorrono nelle mie vene e fanno a gara
      con il mio sangue, sono la mia essenza il mio profondo.
      Forse penserai che sono pazzo, nei modi e nei gesti, nei momenti in cui mi
      fermo a pensare non mi sento davvero di darti torto, non ho alcun motivo per
      scriverti questo, non ho alcun motivo per appesantire la tua vita.
      Ma adesso è con te che sento di volerlo fare e perdonami se in qualche modo ti
      ho fatto male con queste cose, è probabile che se tra un'ora mi incontrerai
      non ci sarà traccia dell'uomo che ti scrive queste parole.
      Ma lui c'è sempre, è appena un po' più dentro di quello che vedi con i tuoi
      occhi e che senti con le tue orecchie, non se ne va mai da me mi osserva
      continuamente e a volte mi domina.
      Sapessi quante volte ho provato ad oppormi, ma ho sempre perso e quando se ne
      va per tornare a nascondersi in qualche parte del mio stesso corpo, mi lascia stanco
      e senza respiro.
      Ti voglio bene.
      Composta lunedì 24 settembre 2012
      Vota la frase: Commenta