Post di Silvia Nelli

Disccupata, nato giovedì 14 giugno 1973 a Pisa (Italia)
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Scritto da: Silvia Nelli
Ce l'avete messa tutta per farmi mollare! Mi avete disteso tappeti di fallimenti, di bugie e di subdoli inganni. La mia testa si è abbassata solo un attimo, per rimettere ben dritti e saldi i piedi... Mi sto rialzando! E quando il mio sguardo punterà di nuovo in alto a voi lascerò solo il sapore amaro del vostro fallimento!
Silvia Nelli
Composto lunedì 26 settembre 2016
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    Scritto da: Silvia Nelli
    Tutti arriviamo alla fine di un percorso e parlando con noi stessi cominciamo a dirci che avremmo dovuto capirle prima tante cose, smettere di credere, di dare e andarcene per tempo. Ne ho fatti anch'io di errori così e non pochi, e anch'io alla fine ho rimproverato me stessa fino a darmi della stupida. Però poi ho capito anche una cosa: molto spesso quando restiamo in balia dei venti, tirati in ballo a momenti alterni, costretti su un'altalena emotiva vivente, probabilmente è perché dall'altra parte non c'è chiarezza a sufficienza che ci faccia capire che è arrivato il momento di levarci dalle balle. Ricordate che i "se" i "ma" e gli "aspettami" sono già un chiaro messaggio che è arrivato il momento di salutarci. Soprattutto quando tutti questi problemi questa persone li ha solo con noi, ma con il resto del mondo si diverte alla grande.
    Silvia Nelli
    Composto lunedì 26 settembre 2016
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      Scritto da: Silvia Nelli
      Viva i ricordi, quelli che quando li sfogli ad occhi chiusi ti fanno sentire che non è andato tutto perso. Viva i giorni lieti, quelli che lasciano quel senso di spensieratezza che circola nelle vene per giorni. Viva i sorrisi che nascono da un imbarazzo improvviso, da un'emozione che ci spiazza. Viva i pensieri e la capacità di saper pensare, riflettere ed elaborare. Viva i momenti si e anche quelli no e tutto ciò che siamo, perché anche se a volte "perdiamo" quello che conta è non "perdersi".
      Silvia Nelli
      Composto domenica 25 settembre 2016
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        Scritto da: Silvia Nelli
        Non so voi, ma io in alcuni momenti mi sento ancora come un bambino abbandonato in un angolo. Uno degli angoli dove ti rifugi in silenzio dopo aver ricevuto l'ennesima brontolata. E mi sento esattamente come allora; indifeso e a volte sbagliato. È difficile cavarsela da piccoli senza l'aiuto e il sostegno di qualcuno. È altrettanto difficile cavarsela da soli anche da adulti quando ti imbatti in quella parte di mondo fatta solo di bugie e opportunismo.
        Silvia Nelli
        Composto venerdì 23 settembre 2016
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          Scritto da: Silvia Nelli
          Ti ho vista per strada, dentro ad una bozza d'acqua. Eri appena nata, i tuoi occhi ancora chiusi, sporca di fango e spersa... Ti credevo morta e con un bastone ti ho sfiorata. Il tuo "Miagolio" forte e deciso sembrava dirmi: "Ma quale morta aiutami"... Faceva freddissimo, mi tolsi il piumino, ti raccolsi e ti adagiai la dentro. La corsa dal veterinario che confermò che avevi sono 25 / 30 giorni. Ti ho allattata con il contagocce e non ho più saputo separarmi da te. Ti chiamavi Puffetta, ma io ti chiamavo "Mucchina" perché oltre che ricordarne i colori tu non dicevi. "Miao" ma "Muuuuh". Eravamo inseparabili, vivevamo quasi in simbiosi e stavi sempre vicino a me. Hai distrutto mezza casa eri ribelle, avevo voglia di brontolarti o tirarti le ciabatte tu facevi sempre ciò che volevi. Mi bastava guardarti, dirti due parole che tu mi miagolavi subito come per rispondere e quando restavo fuori tutto il giorno al mio rientro mi brontolavi, facendo miagolii lunghissimi e camminandomi dietro come a dirmi: "è questa l'ora di tornare"?
          Poi un giorno, un piccolo nocciolino è spuntato sulla tua scapola e l'esito della visita e degli esami non ha lasciato scampo: Tumore a cellule. Ti ho tenuta ancora più stretta da quel giorno, sapevo che non ti avrei goduta ancora per molto e avevi solo 7 anni. Sono passati 5 mesi e quel nodulino era ormai un pallone di circa 9 cm di diametro, non avevi dolore, ma non avevi più nemmeno la forza di salire su una tavola e scelsi per te. Scelsi che tu ti addormentassi senza renderti conto del male che avevi, serena... Scelsi di lasciarti andare, perché 20 giorni più o meno non ti avrebbero cambiato il destino, ma ti avrebbero solo recato dolore. Avevo fatto di tutto per salvarti e quel giorno dovetti "Ucciderti".
          Ricordo ancora la mia prima notte senza te, pioggia forte, freddo... e tu la fuori sotto la terra bagnata e non nel tuo letto al caldo accanto a me. Strano il destino, con la pioggia e nel fango ti ho trovata e con la pioggia e nel fango te ne sei andata. Resta di te mille cose e le più belle le porto nel cuore.
          Silvia Nelli
          Composto venerdì 23 settembre 2016
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