Post di Roberto Giusti

Autostrade, nato martedì 16 settembre 1980 a Genova (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Roberto Giusti
Perdersi, perdersi di vista e sentirsi morire. Solo, solo nella notte immerso nel tuo dolore. Piangere, piangere lacrime che non riesco a fermare. Urlare, urlare in silenzio quello che non so raccontare. E vivere, vivere senza te, senza me, senza noi. Dove sono finiti i nostri sorrisi, gli sguardi intensi, le dolci emozioni e i baci dal sapor infinito? Dove sono finiti? Dove? Il tempo, il tempo li ha catturati e poi dimenticati. Il destino ha mosso le sue ultime pedine. Era amore, ora la mia fine senza fine amore. Che inferno questa vita. Che inferno... mi sento morire. Mi sento morire... solo. Voglio morire.
Roberto Giusti
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    Scritto da: Roberto Giusti
    Isolarsi e mettersi lì, seduto, ad osservare il vento tra le fronde degli alberi, sentirlo sulla tua pelle e poi ascoltare, si ascoltare quella impercettibile voce del bosco che parla al tuo spirito, al tuo io, provocando sensazioni miste di felicità e dolore nei tuoi pensieri, pensieri a volte troppo allegri o troppo tristi da raccontare perché, alla fine è davvero un gran casino raccontare la propria storia, la nostra vita agli altri. E allora non ci resta che godere di quegli attimi in solitudine, dove luce e ombra giocano tra quelle fronde, così come sembrano giocare nella tua mente, prima di trovare quella voglia di alzarci e camminare verso quel mondo che sembra non appartenerci ma nel quale siamo costretti a vivere, e pensando già al giorno in cui ritorneremo a sederci per sentirci nuovamente liberi, liberi di ritrovare noi stessi, cercando ordine nel proprio disordine. Isolarsi, sedersi, emozionarsi e perdersi, purezza e essenza del mio animo.
    Roberto Giusti
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      Scritto da: Roberto Giusti
      Torneremo mai a essere poeti guerrieri, armati del nostro amore e della nostra libertà, esseri liberi e indipendenti da questa società di schiavi, marionette a cui hanno tessuto filo troppo ingarbugliato? Sarò mai un uomo libero da ogni ragione sociale e legge, per sentirmi uomo davvero libero di vivere la mia vita come cazzo mi pare e piace? È giusto quindi pensare di preferire una vita breve, intensa e vissuta, piuttosto che una vita passata a dire "sì padrone" ed inchinarsi praticamente ai voleri altrui. È giusto? Non lo so, ma io credo sia un dovere scegliersi la propria strada, percorso, il proprio destino. Perciò io ci provo e vada come vada, senza rimpianti né rimorsi.
      Roberto Giusti
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        Scritto da: Roberto Giusti
        Come si può raccontare il dolore se quel dolore lo conosci ma non sai come descriverlo? Ti fa stare male, ma non un male che non puoi controllare. È solo un male lungo, duraturo come le brutte giornate invernali. Fa parte di te, è in te, e tu sai solo che ogni tanto vive, prende il possesso della tua mente e ti ruba ogni pensiero. Ti stringe il cuore in una morsa fino a quasi soffocarti. Ti porta al limite come se avessi una pustola puntata in testa. Pronto a sparare? Avanti spara! Premi quel fottuto il grilletto sembra dirti ossessivamente. E lo fai, sei stanco, distrutto, esasperato. Lo fai, ma non succede nulla. Nessuna pallottola nel caricatore. Solo brividi per quella sana pazzia. L'ultimo scherzo del tuo mai troppo amico dolore. Tutto ricomincia daccapo. Rimetti in sesto i cocci della tua mente, riprendi a ragionare e ancora pensi a come si può raccontare il dolore e sopratutto, se quel dolore raccontato o meno, avrà mai fine.
        Roberto Giusti
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          Scritto da: Roberto Giusti
          Finché vedi un tuo parente morto, disteso dentro la bara, è in qualche modo come se fosse vivo, come se ancora potesse parlarti o guardarti. Poi però arriva il momento in cui la bara si chiude, e li ti crollano i nervi. Tutta la disperazione, rassegnazione e rabbia si sfogano, attraverso lacrime più o meno espresse, poco importa. Lì, in quel preciso momento, ti senti davvero morire. La vita ti abbandona e tu abbandoni te stesso, cercando speranza in un Dio che troppo spesso non c'è, o comunque un motivo per quella morte che non riesci a capire. E li, come macabra magia, la tua anima si lega per sempre con quella del tuo caro defunto e tu... non sarai mai più lo stesso. Col dolore cambierai e, sentendoti solo, col suo ricordo invecchierai.
          Roberto Giusti
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