Diario


Scritto da: Shalimar
Perché alla fine sai chi vince? Vinco io. Io che non mi lascio sopraffare dai malumori, dalle delusioni e che continuo a sorridere, malgrado tutto e tutti. Vinco io che non mi inaridisco e che continuo a pensare e sopratutto a credere, che alle volte la vita e le persone, possano stupirci. Vinco io che continuo a scegliere di essere quella buona, perché di stronzi ormai, ne è pieno il mondo. Vinco io che non sono e non sarò mai leggera, perché alle parole e alle azioni, ahimè, ci darò sempre il giusto peso. Vinco io che mi mostro nelle mie debolezze, nelle mie fragilità, nei miei eccessi, lasciando agli altri maschere che io non voglio più indossare. Vinco io che imbocco sempre il sentiero della sincerità, lasciando agli altri la più comoda autostrada dell'ipocrisia. Alla fine vinco io, perché malgrado le ferite e le delusioni, io continuo a metterci il cuore, anche quando non dovrei, ma questa è la mia scelta, questa è la mia forza.
Composto sabato 29 ottobre 2016
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    Scritto da: Roberto Giusti
    Torneremo mai a essere poeti guerrieri, armati del nostro amore e della nostra libertà, esseri liberi e indipendenti da questa società di schiavi, marionette a cui hanno tessuto filo troppo ingarbugliato? Sarò mai un uomo libero da ogni ragione sociale e legge, per sentirmi uomo davvero libero di vivere la mia vita come cazzo mi pare e piace? È giusto quindi pensare di preferire una vita breve, intensa e vissuta, piuttosto che una vita passata a dire "sì padrone" ed inchinarsi praticamente ai voleri altrui. È giusto? Non lo so, ma io credo sia un dovere scegliersi la propria strada, percorso, il proprio destino. Perciò io ci provo e vada come vada, senza rimpianti né rimorsi.
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      Scritto da: A. Rubina Di Lollo
      Ognuno ha la propria Moby Dick da temere. Certi pensieri sono come colpi di coda di una balena, si ergono come muraglie fuori dalle acque proprio quando meno te lo aspetti, investendo come uno tsunami l'onnicomprensività della mente e finendo spiaggiati, dopo essersi infranti sul cuore, tra le secche dell'anima. Questo è il perpetuo andirivieni del ricordo tra le maree della vita.
      Composto giovedì 20 aprile 2017
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        Scritto da: Sandro Monterosso
        Vi ricordate come vi sentite quando siete innamorati? Le chiamano farfalle nello stomaco. Hai un energia inspiegabile. Non mangi più e la sera quando ti metti a letto invece di addormentarti pensi a lei, a quanto ti manca, a quanto vorresti stare con lei, a quanto vorresti baciarla, abbracciarla e non vedi l'ora di vederla domani. Intanto è già domani, non hai dormito, ma non importa perché lei è la tua energia, lei è la tua aria. Allora si che ti sei innamorato.
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          La prossima volta che qualcuno ti parla d'amore, non ti innamorare. Parlare d'amore, ecco, quello possono farlo tutti. Piuttosto, ama chi resta dopo aver letto la carta d'identità del tuo cuore e ha scelto di farci un viaggio bellissimo, costi quel che costi! Perché lo so, lo so eccome... è una gran fatica tornare a fidarsi di qualcuno se poi quel qualcuno è la stessa persona che ha ucciso la tua unica speranza! E ricorda, tu non sei l'esperimento di nessuno, ma sarai l'amore di chi solo guardandoti negli occhi, in silenzio, ti dirà tutto e avrà il coraggio di restare. Ecco, io non so più cosa sia l'amore, ma una cosa l'ho imparata: ad un cuore sofferente non ci si avvicina in punta di piedi ma in punta di cuore.
          Composto giovedì 5 gennaio 2017
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