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Diario


Scritto da: Marco L.
Guardavo in giro, senza odiare, le coppie che giravano per il paese, chi mangiava un gelato, chi stringeva la propria anima, chi teneva in mezzo un piccolo bimbo che quasi cadeva, pensavo alle coppie turbolente che ritornavano insieme, ed io... Beh, io ero in un ciclone, circondato da amici che in modo frivolo passavano da ragazza a ragazza, volavo su tutto, perché non potevo e non riuscivo ad atterrare su questo pattume, forse non volevo neanche, restar solo, avevo perso la mia ultima speranza, lei non sarebbe tornata, lei non sarebbe mai più tornata perché a me non spetta una storia vera, una storia turbolenta dove tutto si sistema poi, guardavo tutti in un bar mentre sorseggiando un whisky una lacrima amara mi cadeva, ero da solo.
Composto lunedì 5 dicembre 2016
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    Spesse volte (nelle personali convinzioni) abbiamo il coraggio di proclamarci "veri uomini", senza trovare in noi stessi, però, la forza di ringraziare il Signore. Si tende a meditare sulle cose di quaggiù ed a pensar poco a quelle di lassù. Ringraziamo (esultanti di gioia) il buon Dio se ci entrano in tasca 100 euro in più o ci prostriamo (gementi e piangenti) se le cose non vanno a nostro favore ed inventiamo puntualmente un nuova soluzione, per "fregar" quattrini a ripetizione e per far della propria esistenza autentico motivo d'esibizione (prego per queste persone, ma una parola la debbo pur dire, perché sono stanco di tutto questo schifo). L'uomo (senza generalizzare) si perde nei suoi pensieri, nei suoi dolori, nel suo egoismo; non riconoscendo il Dio dell'umiltà, pur vivendogli accanto.
    Grazie, Gesù, per avermi dato la possibilità di pensare, di respirare, di camminare, di saltellare, di correre per le strade, di amare, di perdermi nel sorriso di un bambino, di gioire guardando Te, che sei speciale. Grazie infinite per l'attenzione che mi doni con costanza e lealtà. Grazie per le notti insonni passate al mio cospetto, quando il cuor si straziava in petto. Grazie per avermi fatto conoscere santi uomini, colmi di ogni ricchezza e virtù, perché nel cuore hanno Te, amatissimo Gesù. Un abbraccio.
    Composto lunedì 5 dicembre 2016
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      Scritto da: Silvia Nelli
      È facilissimo pensare a ciò che ci manca, a tutto quello che non ci viene dato e non ci è stato concesso. È qualcosa di semplicissimo sapere cosa si vuole e come lo si vuole. Un po meno facile è pensare a cosa facciamo mancare agli altri prima di pretendere ciò che non ci viene dato. Meno semplice è capire cosa vorrebbero gli altri e/o come lo vorrebbero prima di imputare la pretesa di ciò che vogliamo noi stessi. Quanto vi è facile puntare il dito e dire "tu hai... tu non sei... tu non hai"... questo atteggiamento fa viaggiare su un binario egoistico che impedisce di vedere che spesso molte cose arrivano non per per "colpa" di qualcuno "esterno", ma semplicemente perché non siamo stati in grado di vedere, di ascoltare e di mettere un solo secondo in secondo piano "il nostro"! Questo succede quando quel fatidico "tu hai... tu non sei... tu non hai"... parte prima del "fammi fermare e riflettere un attimo... forse non ho capito un cazzo"!
      Composto lunedì 5 dicembre 2016
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        Scritto da: Marco L.
        Un tatuaggio per ogni cosa andata male, un piercing per ogni storia da ricordare, uno al centro del mio volto, per la storia più deviata, un tatuaggio per il dolore, ma dalla mente nulla mai si cancella, in questo limbo di merda, dove mi sento calpestato, in un bar guardo le persone mentre il whisky mi fa cadere una lacrima amara, torno, luoghi strani, ed io cosparso come glassa nel mondo ma senza piatto centrale, un voto sul sito dove scrivo, ma non sei stata tu, sono pronto a dare il mio ultimo lascito, un oggetto trovato superando qualche guaio lontano da casa, un oggetto che forse manifesta la mia inesistente voglia di paura pur di lasciare un segno, ma la certezza dell inutilità del gesto. Cervello in fumo, uno psicologo mi guarda e ride, sotto pressione, ma è tutto chiaro, siamo così, sostituibili, la gente per strada scorre, la gente cambia, tutti cambiano e cambiano i protagonisti delle vite, guardo da solo come mi han lasciato tutti, ricordo parole e frasi mentre del trucco si attaccava ai miei abiti, parole di burro, dicevano che mai ci saremmo sostituiti e che le cose che abbiamo fatto insieme ero irripetibili con altri, fantascienza del mondo, ironia dell uomo preso dall abisso. Sono uno stupido a credere, a pensare, vorrei morire, vorrei non stressarti più con questi deliri e lasciarti libera, così libero anch'io da questa libertà finta. Ma se mollo... Ho perso.
        Composto lunedì 5 dicembre 2016
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