Diario


Scritto da: Serena Takdeer
Volevo dirti che mi manchi. Mi manca ciò che eravamo, quando mi sentivo il tuo tutto e sembrava niente contasse tranne me. Volevo dirti che poi sei cambiato e ho provato a fartelo capire, che la mia gelosia aumentava perché avevo meno attenzioni e per questo troppa paura di perderti. Volevo dirti che poi a un certo punto ho iniziato a soffrire di meno, dopo tutto quel soffrire, ma tu ancora non te ne accorgevi. Volevo dirti che le parole erano belle ma vuote, il tempo passava ma spento, che tutto cambiava e tu lasciavi che cambiasse. Volevo dirti che ho lottato, contro il tuo scappare, perfino contro il mio rincorrerti per non sentirmi ancora una volta svuotata del mio orgoglio. Volevo dirti che le tue parole ferivano e che tu lo sapevi, ma non te ne curavi. Volevo dirti che mancherai chissà ancora per quanto e quanto ancora dovrò fermarmi a spiegarmi che non sei più lo stesso e non ha senso ricordare ciò che non è più. E poi volevo dirti che stavolta vado via, che stavolta è quella giusta e non voglio tornare indietro, che mi piacerebbe sapere come ti senti a pensare che non sarò più qua ad aspettarti, ma tanto non cambierebbe nulla. Tutti i miei "volevo dirti" già li ho urlati con la speranza che li ascoltassi in tutto questo tempo insieme, ma a te, dicevi, non importava ciò che penso e allora stasera, volevo dire a me che riparto senza te.
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    Scritto da: Fragolosa67
    Uno sguardo all'America.
    Dentro i sogni ci sono le aspettative per un futuro di grandezza. Dai sogni si cade e ci si schianta sul duro suolo. L'America e il suo sogno possono essere questo. Per un incanto la gente costruisce prospettive e parte all'avventura. Noi, lo facciamo ogni volta che decidiamo qualcosa di concreto che fa iniziare un nuovo progetto fatto di opportunità nuove e solide. Non so quanti tra tutti hanno conosciuto il sogno americano e lo stanno vivendo. So soltanto che ogni giorno milioni di individui iniziano ad inseguirlo e, per ciò che trovano lungo il percorso ad ostacoli si scoprono nella loro natura di preda o di fiera. Essere leone o gazzella durante la corsa ê essere America. Non abbiamo necessità di attraversare l'oceano per diventare noi stessi. Spesso viviamo all'interno del nostro territorio in un mare profondo ed incognito pieno di squali vivendo il silenzio delle profondità marine dentro la nostra anima che attende un miracolo. Non so perché ci aspettiamo qualcosa dagli altri. Sicuramente perché in noi alberga la consapevolezza di non essere soli e di vivere un destino comune. A venti anni è facile vivere di aspettative con lo sguardo fiero di un americano che crede nei valori progressisti. Quando il tempo scorre, molti tramonti si susseguono alle albe. È il momento che proviamo ad arrenderci di fronte a delle guerre mai vinte che chissà perché conoscono altri guerrieri vittoriosi. Essi non sono più duri e determinati di noi durante la ricerca "dell'oro del klondike". Probabilmente semplicemente più aggressivi. In queste spedizioni come per ogni fronte, molti nomi sono rimasti coperti dalla polvere che cancella la storia. Non rimangono impresse a terra le loro orme. Questo è il motivo per cui altri uomini dopo di loro percorreranno l'uguale sentiero soccombendo agli inganni. Non erano veri americani ma viaggiatori del mondo. L'uomo sicuro di se malgrado qualche sconfitta e qualche conquista è l'America. Egli fino a quanto non è spirato e gli occhi si sono sbarrati mantiene la sua fierezza.
    Composto mercoledì 10 maggio 2017
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      Scritto da: djfmp3
      A volte faccio fatica a percepire quale argomento potrebbe suscitare attenzione alla vostra mente - e mi succede di camminare nel buio per trovare attenzioni se parlo troppo di politica, scappate, se parlo di una certa tipologia di musica, magari non si accosta al vostro ritmo, e così via succede che la poesia e costretta rimanere chiusa in quel cassetto che nessuno osa aprire e scoprire che dietro il tutto c'è sempre un cuore che batte, e lacrime che spesso scendo quando non si riesce a contribuire e dare attenzione a chi meriterebbe più tempo d'ascolto e di riflessione per quel bisogno d'amore che oggi più di ieri viene a mancare perché si è troppo convinti d'essere onnipotenti e che tutto possiamo osare e fare, quando poi nella solitudine di muri che non ci ascoltano ci lasciamo frantumare da sentimenti che incontri nel mondo che cammina con il capo chinato e occhi socchiuse no s'accorge di quanto immenso sia il creato e di quanto amore hanno di bisogno i suoi figli, figli che spesso nasco e muoiono senza neppure aver avuto in cambio un piccola attenzione o una piccola carezza che tarda come sempre ad'arrivare.
      Composto martedì 9 maggio 2017
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