Diario


Scritto da: Angelo Longobardo
Si chiama "coscienza", a volte un inquilino scomodo che alberga in noi come un detenuto pericoloso che debba scontare chissà quale pena gravosa, e che se messa fuori di riflesso in tutta sua naturalezza, possa fare chissà quali danni... insomma spaventa il suo rumore ed ancor di più il suo fortissimo ego che viene tagliato come un nastro audio nel momento della sua enfasi migliore quando i suoi toni limpidi dovrebbero non lasciare dubbi circa la sua identità, ma ci sono albergatori che preferiscono confonderla con le distrazioni esterne per mascherarla di comodo come fosse una correzione d'emergenza di un gobbo oramai afono e troppo debole davanti alla realtà.
Composto lunedì 17 aprile 2017
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    Scritto da: Ilenia Sorce
    Mi piace pensare che... quando pensiamo a qualcuno a cui vogliamo bene, che amiamo, in quel medesimo istante, quel qualcuno è con noi. Quando qualcuno è lontano da noi per qualsiasi motivo: distanza, tempo, situazioni, morte, pensiamolo! "L'io" pensa, nel pensiero c'è una persona a cui si tiene e, in quel momento, si è insieme. L'io insieme al pensiero di qualcuno diventa noi. Dunque io, tu, pensando non saremo mai divisi o soli, ma saremo "noi".
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      Scritto da: Silvia Nelli
      Siate felici di ciò che avete. Credetemi ogni piccolissima cosa ha il suo perché e il suo valore. Siate felici di quei sorrisi che nascono senza una vera ragione. Di quei momenti in cui dentro avete quella strana pace che vi fa chiudere gli occhi, sospirare e dire: "grazie Dio"! Siate felici delle difficoltà, perché essere ancora qua significa averle superate. Significa essere rimasti in piedi con dignità e coraggio. Siate felici della vostra umiltà e tenetevela stretta, perché vuol dire che le cattiverie, l'opportunismo, la convenienza e quella parte di mondo "materialista" non vi ha "contaminati". Siate felici di ciò che siete, anche se pensate di essere "poco". Ricordate che nessuno è poco se ha fatto sorridere qualcuno che non riusciva più a farlo. Se ha regalato un abbraccio a chi ha sofferto il vuoto della solitudine. Se ha teso la mano a chi aveva meno forze di lui... nessuno è poco, mai... almeno fin quando sente dentro a se stesso quanto alto è il suo valore e i suoi valori.
      Composto lunedì 17 aprile 2017
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