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Post di Marco La Cagnina

Cameriere, nato sabato 13 marzo 1993 a ragusa (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti.

Scritto da: Marco L.
Luglio 2014

Il giorno ha poca importanza...
Mi ritrovo sdraiato e per un attimo riprovo la stessa sensazione che provai anche nel pomeriggio, una fitta al cuore come se ti avessero strappato un pezzo di te, la sensazione del vuoto al solo pensiero di averti persa... Per sempre, ma non nel semplice fatto di non poterti più considerare parte della mia vita, ma più che altro la stolta consapevolezza nel'arrendersi alla realtà che tu avessi esaurito la tua.
Il pensiero mi strazia ed io piango di felicità nel sapere che domani ci sarai e potrai ridere ancora.
Incidente urbano.
Composto mercoledì 9 luglio 2014
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    Scritto da: Marco L.
    Guardavo in giro, senza odiare, le coppie che giravano per il paese, chi mangiava un gelato, chi stringeva la propria anima, chi teneva in mezzo un piccolo bimbo che quasi cadeva, pensavo alle coppie turbolente che ritornavano insieme, ed io... Beh, io ero in un ciclone, circondato da amici che in modo frivolo passavano da ragazza a ragazza, volavo su tutto, perché non potevo e non riuscivo ad atterrare su questo pattume, forse non volevo neanche, restar solo, avevo perso la mia ultima speranza, lei non sarebbe tornata, lei non sarebbe mai più tornata perché a me non spetta una storia vera, una storia turbolenta dove tutto si sistema poi, guardavo tutti in un bar mentre sorseggiando un whisky una lacrima amara mi cadeva, ero da solo.
    Composto lunedì 5 dicembre 2016
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      Scritto da: Marco L.
      Un tatuaggio per ogni cosa andata male, un piercing per ogni storia da ricordare, uno al centro del mio volto, per la storia più deviata, un tatuaggio per il dolore, ma dalla mente nulla mai si cancella, in questo limbo di merda, dove mi sento calpestato, in un bar guardo le persone mentre il whisky mi fa cadere una lacrima amara, torno, luoghi strani, ed io cosparso come glassa nel mondo ma senza piatto centrale, un voto sul sito dove scrivo, ma non sei stata tu, sono pronto a dare il mio ultimo lascito, un oggetto trovato superando qualche guaio lontano da casa, un oggetto che forse manifesta la mia inesistente voglia di paura pur di lasciare un segno, ma la certezza dell inutilità del gesto. Cervello in fumo, uno psicologo mi guarda e ride, sotto pressione, ma è tutto chiaro, siamo così, sostituibili, la gente per strada scorre, la gente cambia, tutti cambiano e cambiano i protagonisti delle vite, guardo da solo come mi han lasciato tutti, ricordo parole e frasi mentre del trucco si attaccava ai miei abiti, parole di burro, dicevano che mai ci saremmo sostituiti e che le cose che abbiamo fatto insieme ero irripetibili con altri, fantascienza del mondo, ironia dell uomo preso dall abisso. Sono uno stupido a credere, a pensare, vorrei morire, vorrei non stressarti più con questi deliri e lasciarti libera, così libero anch'io da questa libertà finta. Ma se mollo... Ho perso.
      Composto lunedì 5 dicembre 2016
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        Scritto da: Marco L.
        Se essere libero comporta davvero qualche rimpianto, non esiste rimpianto più profondo del sentirsi cosparso per il mondo come glassa, ma senza piatto centrale, guardarsi in torno e sapere che questa libertà è solo pura e semplice evasione, solitudine arricchita da bar e da ragazze sole in cerca di avventure, canzone folk e rock, tramonti neri intorno mentre cerchi con chi star davvero libero, un gabbiano incazzato in cerca di qualcuno con cui scorrazzare libero tra cieli, li guardo dall'alto ma nessuno vuole sfrecciare tra le ignote nubi, incatenati nella abisso della certezza, ingabbiati nella monotonia dell accontentarsi, troppo ribelle sono diventato, perché da ribelle cerco una storia, una storia che non scherzi, un qualcosa che davvero affondi e mi lasci naufragare tra le isole più sconosciute. Il futuro non esiste, ci sono solo io che volo in questo mare di merda che è la mia fottuta realtà. Mi piace in fondo la vita.
        Composto venerdì 25 novembre 2016
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          Scritto da: Marco L.
          Io penso che molte cose siano state interpretate male nel mondo, e che di conseguenza ci lascino agire male. Non abbiamo il coraggio di innamorarci, spesso è così, ho interpretiamo questo "gioco" come un passatempo che gratifica il semplice fatto di sentirsi apprezzati ed importanti, non voglio che si pensi questo di qualcosa profondo come l'amore e l'innamoramento nella sua forma più cruda, sensibile come un nervo scoperto, ho quella sensazione di mangiare una fettina di carne fatta alla griglia e vado a pestare con il molare il nervo che passava dal trancio, ecco penso che sia quella la forma più cruda d'amore, consistente, fa un po' impressione, e sai quanto possa essere doloroso perché sensibile.
          Composto giovedì 15 ottobre 2015
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