Mentre un malinconico suono insiste nell'atrio d'una Stazione vagando solitario ed inerme, sconcertato e deluso, ed insinuando melodie negli algidi cuori distratti e affaticati dai rumori di città, da telefoni impazziti sempre pronti a squillar, un uomo s'aggira nel vuoto immergendo i suoi pensieri nella nebbia e nell'attesa. Non più parole, non più sguardi, non più emozioni; soltanto silenzio: sorrisi rivolti allo schermo, scatti subitanei ed iracondi nell'apparente silenzio traditore; tutto ciò, per me, è solo scherno! Circondati da mille fandonie continuiamo a vagar nell'ombra, nel nulla d'uno stolido ed incerto cammino, trascinati nell'arido miraggio d'un futuro senza età, senza senso, senza più umanità. Non vuole il mio esser prodromo di catastrofi imminenti, ma siamo sulla via del non ritorno, sulla via che conduce alla diffusa indifferenza, alla non conoscenza, all'ignoranza sentimentale. I cuori continuano a battere, ma quel battito, senza amore, è destinato a perdersi nel mondo. No, non sono un misoneista, ma credo ancora nella reale innovazione. Cerco l'innovazione da sempre, ma non vedo futuro nella odierna tecnologia. Il futuro non credo possa colorarsi di nuove gioie, se come automi ci aggiriamo nel labirinto delle illusioni, dell'indifferenza; né penso sia presente in un telefonino o nella fantascienza, ma nei sentimenti e nella stima reciproca. Oggigiorno si parla e si chatta con emeriti sconosciuti distanti migliaia di km, ma non si ha il coraggio di guardare in volto a chi, deluso, ci tende la mano.
Molto amareggiato.
Composto sabato 13 maggio 2017

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