Scritto da: djfmp3
Gli amici si scelgono strada facendo, condividendo il bene e il male che portiamo sulle nostre spalle curve. Abbiamo grande braccia per amare e umiltà per sognare, teniamo sempre la porta aperta a tutti coloro che vogliono condividere un percorso di vita che ci accomuna nell'uguaglianza del vivere. Non guardo mai il colore della pelle, o se appartiene a etnie diverse, ma mi sofferma ad ascoltare ogni battito del cuore per sentirne sia le gioie nascoste che i dolori che spesso si trasformano in lacrime, amo dare importanza a chi mi ritiene amico, ma non chiudo mai definitivamente le braccia a chi mi volta le spalle e vola verso altri orizzonti.
Il mio cuore e le mie braccia sono aperti a tutti, poi resta a voi assaporarne i frutti che maturano nel giardino segreto dell'amore del saper vivere.
Filippo Oddo
Composto mercoledì 4 marzo 2015
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    Scritto da: djfmp3
    Molte persone non meritano la mia gratitudine, e d'ora in poi andrò dritto per la mia strada e non mi soffermerò più lungo la via, dove sino a un attimo fa ho cercato di trasmettere sentimenti nuovi per chi continua a mettersi sugli occhi le bucce delle banane. Con la loro indifferenza vogliono sempre prevaricare su quanto gli viene dato e offerto - l'indifferenza che mi viene ricambiata la userò con la stessa intensità verso chi continua a volere spadroneggiare della generosità e umiltà altrui. Non mi servono amicizie fittizie né tantomeno conoscenti che come serpenti si nascondono sotto i massi da dove spesso sono precipitato. Molti mi hanno chiesto l'amicizia solo per un loro tornaconto personale, pronti a esibire nelle loro bacheche e pagine varie del web. A cosa servono queste amicizie fasulle! Quando l'indifferenza è stagnata nelle vostre anime, il voler essere amici è tutt'altro, e se non siete in grado di soffermarvi e condividere i battiti del vostro cuore con chi chiamate amico serve a poco dire d'esserlo. L'amicizia vera è un battito d'ali di gabbiano che s'innalza costantemente in volo e ci guida sul nostro cammino quotidiano, e se di questo cammino non volete farne parte non potete essermi amici, visto l'indifferenza che continuate a mostrarmi. Molti di voi si esibiscono in svariate chat senza mostrare la fragilità dell'anima - mi chiedo come si possa stare giornate intere in chat e non gustarsi i contenuti del mondo che continua ad evolversi. Le chat sono solo lo specchio per allodole, e troppo spesso ci si casca dentro. Ho avuto modo di chattare con molti di voi e, sinceramente, solo poche mie amicizie mi hanno trasmesso dei sentimenti e mi hanno fatto sentire i batti del cuore, per il resto è stato solo un filo d'aria che velocemente è passato senza riuscirsi a soffermare.
    Filippo Oddo
    Composto giovedì 26 febbraio 2015
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      Scritto da: djfmp3
      Volerò ancora una volta nell'azzurro del cielo infinito e scruterò il mare alla ricerca dell'osasi della primavera, dove nascono continui amori e colori d'arcobaleni. Mi sederò sotto la palma di quel deserto, dove per lungo tempo mi ha costretto a stare in silenzio la vita, e lì aspetterò il nascere del sole per poter scaldare nuovamente il mio freddo cuore da questi lunghi mesi d'inverno e dove un grande manto di neve si è disteso. Sono certo che rinasceranno primule e viole dalla terra dei mie avi che, con profumi afrodisiaci, arricchirono quella vita di un tempo, più volte scordata e dimenticata.
      Filippo Oddo
      Composto mercoledì 25 febbraio 2015
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        Scritto da: djfmp3
        Perché la gente, gli amici, o i conoscenti si dimenticano quanto gli venga dato? Possibile che per mantenere un rapporto si è sempre costretti a dare, senza ricevere mai nulla in cambio? Mi chiedo perché questo mondo virtuale spesso ci metta in disparte, e perché si viva nella frenesia di dover fregare chi ci regala attimi di vita, di gioia, o felicità. Cosa ci tiene realmente uniti oggi? In questo frastuono di ritmi frenateci che la vita ci continua a cambiare, perché esiste l'indifferenza fra noi stessi che ci continuiamo a chiamare "amici"? Quando poi ci ignoriamo continuando a coltivare il nostro giardino segreto, senza mai coglierne i frutti che al suo interno continuano a maturare e, con tanta indifferenza, si lasciano cadere e morire.
        Filippo Oddo
        Composto lunedì 23 febbraio 2015
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          Scritto da: djfmp3
          Il silenzio non più sento dalle onde del mare, quando dalle sue acque cristalline un tempo mi lasciavo trasportare e volavo come quel grande gabbiano che imparò a sognare. Vivo di un vivere che non vorrei vivere e di musica che non vorrei ascoltare, la notte si è fatta giorno, e il giorno è solo luce che vorrebbe penetrare nella mia mente con rumori continui. Non mi lascia più sognare e ascoltare l'amare e il silenzio della gente che non sa più farlo.
          Filippo Oddo
          Composto mercoledì 18 febbraio 2015
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