Scritto da: djfmp3
Ho perso le parole strada facendo e non so più cosa dirvi. Ho perso gli stimoli che un tempo animavano i miei pensieri che di fretta trascrivevo su fogli di carta bianca per non dimenticare, ho perso la voglia di assaporare l'aria dei vicoli della città che in questi mesi invernali si fa ricca di sapori nelle sere di grigia nebbia di mare, ho perso la voglia di ascoltare i silenzi di cupe facce incontrate nel viaggiare, ho perso la voglia d'amare chi amore non riesce a dare, mi sono perso in diversi sogni, perché in loro ho sempre creduto, ho aperto le braccia per abbracciare il tempo, per non lasciarlo scappare. Ho bagnato con lacrime gli inutili sentieri del domani. Per un cuore che battiti più non vuol dare, ho visto mari nel mio viaggiare e tanti corpi sul suo letto affondare, ho guardato il cielo troppo volte brillare ma non ho mai trovato una stella per indicarmi dove andare in questa città che ti vuole lentamente affogare.
Filippo Oddo
Composto domenica 29 novembre 2015
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    Scritto da: djfmp3
    Vorrei starmene su uno scoglio ad ascoltare in silenzio il cantare del mare, vorrei potermi rispecchiare nel spumeggiare dei sui ritmi tribali che con note di musica si infrangono sullo scoglio del gabbiano solitario, e poi distendermi sulla sua calda pietra che sa di sale, ad aspettare il tramonto per salutare le sue creature della notte danzare. Sotto quello manto di stelle d'anime che nel suo infinito spazio le luce della notte sanno ogni sera calare, da lì ritornare a sognare gli ritmi di un cuore che vuole volare, e da lassù il mondo ascoltare.
    Filippo Oddo
    Composto lunedì 25 maggio 2015
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      Scritto da: djfmp3
      Un giorno si viene osannati, e poi bastano pochi attimi per essere scordati e dimenticati. Ci possiamo vestire a festa quanto vogliamo, ma sempre lacrime di pioggia scenderanno sulle nostre pallide guance. Le amarezze sono tante e le sconfitte che giornalmente accusiamo sono macigni insormontabili, oggi nessuno più si cura dell'altro e, come cani sciolti, vagabondiamo alla ricerca di oasi per continuare a sperare di vivere. Il consumismo e il voler stare bene a tutti i costi ci ha rinchiusi nei cassetti dei ricordi che, come fogli di carta sgualciti e consumati, l'inchiostro ne ha fatto uso per la sua poesia, che nessuno osa più ricordare. La vita e fatta scale, oggi le sali velocemente, e il giorno successivo sei il nulla, scordato e dimenticato persino dalle stesse carezze degli amici che virtualmente un tempo mi davano.
      Filippo Oddo
      Composto domenica 22 marzo 2015
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        Scritto da: djfmp3
        Le mie parole le ho donate al vento e sono volate verso il mare come le ali di carta del mio gabbiano. Il parlare è servito a poco con il vento che mi soffiava contro, le lacrime mi scorrevano lungo il viso e prendevano forma per poi dissolversi nel vento, come l'animo che s'inaridisce e rimane bianco come i fogli di carta, che senza quelle parole che si sono dissolte nel vento non descriveranno i colori di quella primavera che arriverà.
        Filippo Oddo
        Composto lunedì 16 marzo 2015
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