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Post di Fabio Privitera

Consulente informatico, nato lunedì 24 aprile 1978 a CATANIA
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Fabio Privitera
Il benessere ci ha reso più deboli, incapaci di reagire alle minime sofferenze o lasciarle scorrere, preservando le energie per quelle davvero difficili. Ed ecco perché, il più delle volte, la minima responsabilità ci rende ridicolmente maldestri e ignoranti della migliore azione da compiere, specie se si tratta anche della vita degli altri. Quanto più noi umani diventiamo indipendenti tanto più non riusciamo a prenderci cura del prossimo, ci si atrofizza nel senso di sopravvivenza individuale e irrigidisce verso il vivere quotidiano. Ma la vita non è meramente il provare a prolungare la propria vita almeno al giorno successivo. La vita è produrre un retaggio, qualcosa da lasciare a chi ci sarà dopo di noi o si intratterrà per una tratta della nostra vita. La vita quindi non è quello che ci accade ma quello che accade e facciamo accadere all'interno della sfera indefinita all'interno del quale giacciono la nostra vita, che non è il centro ma un punto diffuso intorno al centro, e la vita degli altri a noi vicini in ogni tempo vissuto, vivente e da vivere. E per vivere occorre vincere il timore dei sentimenti e della responsabilità verso gli altri.
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    Scritto da: Fabio Privitera
    Rimettete la mente al suo posto, vale a dire dentro al corpo, e riavrete una chiave di lettura delle vostre sensazioni e delle vostre emozioni più prossima alla realtà, soprattutto assimilerete il senso di alcuni vostri pensieri e come essi vogliano ingannarvi, conducendovi laddove i sensi e l'anima non vogliono essere o restare ma è il corpo tramite la mente a imporvelo. E i sensi non sono anch'essi dentro il corpo? Si, ma sono la parte di noi più prossima alla realtà non filtrata dai desideri, dai preconcetti e dalla cultura assimilata che ne trasforma il senso e attribuisce loro significati ben diversi da quello reale.
    La mente è dentro il corpo, i sensi sono invece a contatto con l'anima di ognuno, e che avvolge non solo il corpo ma anche tutto ciò che ci è vicino e spesso anche ciò che è molto, molto, lontano.
    Composto sabato 3 ottobre 2015
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      Scritto da: Fabio Privitera
      Perché non seguiamo i segni, quei segni che emergono dal principio di ogni situazione e che ci avvisano di non perseverare in un'idea? Penso sia legato al fatto che la nostra mente necessità di coerenza per funzionare, di legittimare il predominio della situazione. Non di rado diciamo a noi stessi "non deve mica andare come l'altra volta, se non lo vivo non lo saprò." E poi va esattamente secondo copione, perché siamo noi ad aver agito secondo copione non avendo mutato assolutamente condotta. C'è distinzione tra conoscenza e consapevolezza. La conoscenza porta a dire "so che..." ma non cambia la dinamica, la consapevolezza invece tace e muta il percorso perché ha piena fiducia della sensazione che ha ricevuto dal primo momento, bypassa la coerenza necessaria alla mente e porta scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, qualcosa che cambia la visione. Si scopre che non sono gli altri a sbagliare nei nostri confronti ma che siamo noi a sbagliare a dar fiducia a determinati presupposti che ci derivano dalla cultura, dall'educazione, dalla storia, da tutta una serie di concetti che non abbiamo mai elaborato noi per primi ma che abbiamo trovato già appena nati, belli e impacchettati con un fiocco e carta dorata. Le esperienze sono poca cosa se non se ne acquisisce il senso e non ci si rende conto che l'intuito (non l'istinto) va seguito in qualunque direzione esso ci spinga, anche ad allontanarci dal desiderio più grande che abbiamo.
      Composto sabato 20 settembre 2014
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        Scritto da: Fabio Privitera
        Forse riuscirò a non aspettarmi nulla ma la speranza, quella, non potrò evitarla. Un'emozione, puoi solo provare a controllarla, non puoi sapere quando potrà nascere e con quanta intensità ti sconvolgerà le ossa e la pelle. Ci sono persone amabilissime, che viviamo quotidianamente eppure non ci lasciano nulla fuorché una bella sensazione di condivisione, e altre, con cui condividiamo pochi attimi, sembrano un soffio passeggero e finiscono invece per restarci addosso. Si infilano sotto la stoffa dell'anima, per ritornare poi nei nostri pensieri, non appena un episodio, apparentemente sconnesso, scuote questa per riportarli alla memoria, insieme al pulviscolo che ci fa starnutire un ricordo. Allora, ci meravigliamo e commuoviamo di quanto ci manchino e il valore del loro abbraccio rispetto a qualunque altro. Proverò a non aspettarmi nulla ma spero di ritrovarmi in quell'abbraccio quanto prima e il più a lungo possibile.
        Composto giovedì 3 settembre 2015
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          Scritto da: Fabio Privitera
          Uno non conosce la meta, il futuro che lo attende, le avversità e gli imprevisti che gli si porranno d'innanzi quando cercherà di far suo un desiderio, un'aspirazione. Uno può solo conoscere se stesso, la sua coscienza e la sua essenza tali da rendere possibile, non tanto desiderio e aspirazione, ma ciò che può renderlo felice e condurlo nel suo posto. Nasciamo con una determinata natura, carattere, che si modella a seconda delle esperienze ma che, tramite la coscienza, rientra in sé di continuo con introspezione e confronto. Alla fine è lei che ci permette di vedere al di là delle cose che viviamo ciò che davvero possiamo chiamare strada, al di là delle cose che ci danno piacere quelle che ci danno serenità facendoci stare bene con noi stessi. La natura richiama a sé ciò che gli è simile, e non è solo una questione di pelle o di chimica, è una questione di trascendenza che di manifesta nell'amore tra due esseri.
          Composto sabato 1 settembre 2012
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