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Scritto da: Carla Compierchio
Non è che ho deciso di scrivere. Perché non è una decisione, è un bisogno. Un bisogno che senti quando i pensieri diventano come un vestito di qualche taglia più piccola, tu ti senti soffocare e te ne liberi e scrivi. Scrivi le tue emozioni. Le tue paure, le tue gioie. E chi ti legge può considerarle spazzatura e buttarle via subito, o sentirsi simile a te nel cuore, nella mente e perché no sentirsi meno solo, meno diverso, meno sbagliato. È come raccontare le favole che hai dentro che non sempre hanno un lieto fine ma non importa, ognuno poi ci può mettere il finale che vuole!
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    Scritto da: Carla Compierchio
    Sulla stessa "lunghezza d'onda", ecco è così che siamo. Con te è facile parlare perché so che mi comprendi, che comprendi la mia semplicità e questa tua comprensione fa aumentare il mio volerti bene. E voglio bene alla tua trasparenza, al tuo riuscire a farmi amare come sono e tutto ciò che porto dentro. Mi offri tenerezza, quella che si è un po' persa in questo mondo, che ha dimenticato l'essenza delle cose belle, quelle semplici, genuine, dei dettagli spesso trascurati e e messi da parte. Ti voglio bene e mi fai bene.
    Composto lunedì 26 ottobre 2015
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      Scritto da: Carla Compierchio
      Si, è vero che mi manchi. Ma non mi manchi come sei adesso, mi manchi come eri quando ti ho conosciuta. Quando ero certa di aver trovato un'anima davvero speciale. Un'anima che mi ha regalato tanti meravigliosi momenti, quando ancora trovavi del tempo per me. Un'anima che mi ha riconciliata con il mondo, che mi ha fatto ritrovare la forza di combattere, di riprovarci, di tornare a sorridere. Ma adesso mi chiedo: "dove l'hai nascosta?" Giù forse troppo in fondo per me, o forse era solo una mia illusione, perché io ci ho provato ad arrivarci, ho usato una infinità di chiavi, ti ho rincorso e fiato adesso non ne ho più, corri troppo per me. Ed ho compreso che stai correndo perché non vuoi esserci più.
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        Scritto da: Carla Compierchio
        Il bisogno di "sentire" è innato in me, che non riguarda solo le parole, ma anche le "sensazioni", quelle delle mani che tremano per le belle emozioni e le tempeste, quelle dei sorrisi che si fanno strada tra le lacrime, quelle degli abbracci che stringono forte e riempiono i vuoti e le mancanze. Ed è bello sentirle, queste sensazioni perché mi fanno comprendere che ognuno di noi è nato per scoprire il proprio ruolo in questa vita che un senso non ha se un senso non le diamo. Io le ho dato un senso in primis amando: la mia famiglia, i miei amici e adesso scrivendo ciò che sento, si perché scrivere mi fa avere l'anima libera e il cuore "aperto".
        Composto nel novembre 2014
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