Post di Alessandro Schiavon

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Scritto da: Ale_Schiavon
Sensibilità. Io devo ancora capire se è un dono o meno... a volte penso sia una condanna. Sicuramente è un dono per chi la riceve, perché, diciamocelo, chi è sensibile sa sempre come trattare gli altri. Ma per chi la possiede? Percepire ogni singola piccola cosa è un bene o un male? Sicuramente è un bene, perché la persona sensibile riesce a cogliere un po' tutto, soprattutto riesce a cogliere le cose non dette, riesce a leggere situazioni, comportamenti e atteggiamenti. Chi è sensibile sa cosa fa bene e cosa fa male e nel rapportarsi con gli altri si pone sempre questa domanda: farò del bene o farò del male? E allora chi è sensibile vive in punta di piedi, per non disturbare nessuno, per non fare rumore, per non svegliare nessuno. Ma avete idea di quanto rumore ci sia dentro le persone sensibili? E questo rumore è spesso provocato dal vivere in un mondo assolutamente privo di sensibilità. Ci aspettiamo dagli altri quello che daremmo noi. È come se possedessimo un'arma potentissima, ma che lasciassimo poi prendere in mano a chi ci vuole fare del male. E io sono convinto che la valvola di sfogo di tutto questo rumore che sentiamo dentro, siano le lacrime. Una lacrima è spesso e volentieri una goccia di sensibilità, che provenga da gioia o da dolore. I nostri occhi sono come una valvola di sicurezza e quando nel nostro cuore c'è troppa pressione, la nostra anima si riversa sul nostro viso attraverso le lacrime. Le lacrime sono quasi una salvezza a volte... perché, quando dentro di voi c'è talmente tanta pressione, l'unico sfogo sono le lacrime. E senza un bel pianto, moriremmo. E se provate a pensarci bene, ci sono certi momenti in cui il nostro pianto è talmente forte da fare male. Possiamo dire che la doccia è per il corpo ciò che le lacrime sono per l'anima. E possiamo quindi dire che sì, è proprio vero che le persone sensibili "vedono" meglio, perché gli occhi che piangono vedono meglio.
Alessandro Schiavon
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    Scritto da: Ale_Schiavon
    Erano le due di notte. Le mie spalle e la mia testa reggevano, già da tempo ormai, troppi pesi. Quella notte anche il mio cuore è scoppiato di tristezza e di rabbia. E allora ho preso, mi sono asciugato le lacrime, ho fatto lo zaino... e sono partito. Sono partito verso questi luoghi che amo tanto. Ho spento il cellulare. E in quell'immensità che è la natura sono riuscito a stare da solo con me stesso. Eravamo io ed Ale. Per una volta, per pochi giorni, sono riuscito a pensare solo a me stesso... e a mettere da parte gli altri. Ora sto meglio. Ma penso ripartirò di nuovo.
    Dove vado? Vado avanti!
    Alessandro Schiavon
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      Scritto da: Ale_Schiavon
      Spesso sottovalutiamo l'importanza delle mani. Eppure sono, dopo gli occhi e la voce, la cosa più importante con cui più spesso comunichiamo. A dire il vero, io le metto al secondo posto per importanza. E sono, per me, un punto fondamentale in ogni persona. Pensateci bene, quasi tutte le dimostrazioni d'affetto e d'amore avvengono attraverso le mani. La stretta di mano ad un amico, le carezze. Un bacio non è un vero bacio se non è accompagnato da un tocco di mani. Quando volete proteggere una persona la tenete per mano. Provate ad abbracciare una persona senza usare le mani... sono loro che stringono forte, sono loro che trasmettono le emozioni. E questo vale per tutto. Provate a fare l'amore con una persona e poi pensate a quanta importanza hanno avuto le mani in tutto ciò. Dovreste porre molta più attenzione a questo particolare nelle persone, capireste molte cose. Ci sono parole che sappiamo dire solo attraverso le mani e ci sono mani che sono fatte apposta per abitarci.
      Alessandro Schiavon
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        Scritto da: Ale_Schiavon
        Alla fine ho imparato ad essere felice.
        Ho imparato ad essere felice facendo tutto da solo, con le mie forze.
        Ho imparato a non aspettarmi più niente da alcuno, nemmeno da quelle persone che considero "più importanti". Ma non ho smesso di dar loro importanza. Come non ho smesso di essere gentile e di dare sempre il massimo a tutti... sono sempre il primo che arriva al bisogno.
        Non ho smesso di trovare tempo per le persone che avevano bisogno del mio tempo. Ma ho smesso di rimanerci male quando quelle stesse persone non trovavano tempo per me. Come ho smesso di rimanerci male quando facevo di tutto per far capire a qualcuno che era più importante degli altri e non venivo ricambiato e venivo ricambiato con indifferenza. Ho smesso di aspettarmi anche la minima educazione che dovrebbero avere le persone e ho smesso di aspettarmi quella sincerità che dovrebbe essere alla base di tutto. Alla fine non tutti hanno le palle per essere se stessi o per dare risposte sincere, molte persone preferisco prendere scorciatoie raccontando bugie.
        Ho imparato a trovare compagnia nella musica e nella natura quando mi sento solo. Ho imparato addirittura a non cercare più certe persone... ed il bello è che qualcuno se ne salta ancora fuori con quei "ma non ti fai mai sentire", ai quali però posso rispondere a testa alta, sapendo che io ho sempre cercato le persone alle quali tengo e che ho sempre cercato di condividere piccoli pezzi della mia vita con loro. Ma non mi sento solo. Godo tutti i giorni della compagnia delle persone e considero positivi tutti gli incontri che faccio o le due parole che scambio, anche solo andato al supermercato. E poi quando qualcuno mi cerca faccio tesoro di quel tempo, godendomelo a pieno.
        Ho imparato a dire "fa niente" quando qualcosa va male, sapendo che la volta dopo andrà meglio.
        Ho imparato a contare fino a 100 quando qualcuno mi risponde male, pensando che anch'io a volte ho dei brutti momenti. Ho imparato a giustificare quando è giusto giustificare e ho imparato a non dimenticare quando è giusto ricordare.
        Ho imparato che la gentilezza ed il sorriso ricambiano sempre. Non sempre da tutte le persone, ma sempre da se stessi.
        E ho imparato a fare selezione. Ho imparato a mettere da parte chi non merita determinate attenzioni e ho imparato a dare importanza maggiore a chi invece le merita. E questi sono pochi.
        E, soprattutto, tutti hanno avuto molte occasioni per godere del mio tempo, se non le hanno sfruttate o se avevano di meglio da fare in quelle occasioni non è un mio problema.
        Alla fine ho imparato ad essere felice, facendo ciò che mi piace e trovando il positivo da tutte le situazioni... e non baratto più tutto questo con rapporti che non sono degni della mia felicità.
        Alessandro Schiavon
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