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Post di Adriano Arfini

Libero professionista, nato giovedì 17 ottobre 1968 a Casalmaggiore (CR) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Adriano Arfini
Sono a volte confusamente malinconico e nello stesso tempo ironico, posso ridere, ma mi viene da solo facilmente da piangere. A volte sono orgoglioso di me stesso, ma spesso non mi credo abbastanza. Quello che sono a volte non lo so nemmeno io. Di certo so che non riesco a dimenticare, ma nello stesso tempo so dove non devo rimanere per restare solo, perché conservo da sempre nel cuore un posto per chi vuole sedersi a fianco e come me ha sempre desiderio di viaggiare.
Composto mercoledì 6 aprile 2016
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    Scritto da: Adriano Arfini
    Sulle filosofie e sulle autentiche forme di amore ci si potrebbe contraddire. Senza dubbio dovrei ricredermi in quella forma di amore verso la persona che sa afferrarti nel momento in cui ti stai voltando e vorresti scappare da lei e da tutto, da chi con tutta la forza del suo cuore sa trattenerti, da chi proprio in quel momento ti insegna cosa significhi veramente lottare schiacciando sotto i suoi piedi l'orgoglio e la paura perché ha scelto che prima di ogni cosa della sua vita esisti solamente tu.
    Composto mercoledì 6 aprile 2016
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      Scritto da: Adriano Arfini
      Poi un bel giorno decidi di dare un bel taglio al passato. Senza riflettere dovutamente. Dissolvi improvvisamente i legami di una vita senza alcuna preoccupazione. Prosegui diretto per la tua strada senza pensare a nulla e nessuno ma solamente alla tua continua ricerca dell'attraente. Diventi da quel momento in poi, più che mai, l'uomo o la donna che "non deve chiedere mai". Tutto esemplare e straripante di ammirazione per il grande coraggio. L'essenziale, tuttavia, è non rimanere impigliato nel filo spinato dei sensi di colpa nel momento in cui ti presenteranno il conto. Anzi, quello, prima o poi, inesorabilmente, lo faranno i figli.
      Composto venerdì 22 gennaio 2016
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        Scritto da: Adriano Arfini
        A volte penso a quando sarò nell'aldilà. Immagino di vedere tutto dal cielo immenso che tanto ho adorato coi piedi sulla terra e con gli occhi rivolti all'insù. Lucidi e pieni di ammirazione e con quel senso di immenso e consapevolezza di doverlo raggiungere presto o tardi. Immagino di restare lì beato a sorridere e a osservarvi, a comprendere tutto di voi senza giudicarvi. Di osservare quel posto che ho lasciato come carne, in quella collocazione che noi ancora terreni chiamiamo brutalmente tomba. Mi vedrei metà fuori e metà dentro, come se non me ne fossi mai andato del tutto. Proprio come un corpo semi nascosto dietro uno specchio impalpabile, visibile nell'invisibile, nella mia feconda e fiera immaginazione. Diciamo che è una sensazione non proprio piacevole ma, allo stesso tempo, colma di pura adrenalina per chi come me si lascia trasportare dalle ali astratte in un immaginario scenario, che bacia quel cielo che un giorno potrò davvero palpare. In effetti non ho mai avuto paura di morire. Non ho paura di morire nemmeno ora, anche se amo la vita e vorrei rimanerci il più a lungo possibile. Ma è come un paradosso... difficile da spiegare, come la sensazione di sentirsi appagati e di accettare soddisfatti di proseguire il viaggio sotto un'altra forma e con altri contorni. Certo, non mi soffermo troppo a quello che sarebbe l'inevitabile conseguenza di ovvio dolore delle persone che dovrò lasciare. Quelle persone care con la quale c'è stato scambio di vita e amore. Con loro devo continuare a condividere le gioie, anche quelle più semplici che ci siamo ritrovati in dono. Comunque ho pensato e immaginato tante cose senza voler disturbare troppo i deboli di spirito, ma una in particolare mi piacerebbe farla. Vicino al mio momento dovrei trovare un incaricato che mi cambiasse ogni tanto l'immagine del profilo sulla mia lapide. Un po' come si fa nei social network, per poter un po' conservare questo senso di vanità che proprio a tutti non piace. In realtà vorrei che il cambio delle foto fosse retroattivo. Da quel momento, quindi da adulto, fino ad arrivare bambino, per poi ritrovarmi embrione in chissà quale meraviglioso corpo alla fine di tutto un ciclo. Tutto ciò è quello che sento quasi come un gioco, fatto di un misto di cose astratte e di cose che sento reali, nelle quali non ci sono regole e logica, ma che nel profondo tra immaginazione aspirazione e un po' di presunzione vanno a marcare una mia grande convinzione, di cui niente e nessuno finora mi ha mai mostrato il contrario: l'anima è un mezzo che trasporta amore, si propaga in generazioni, non avrà mai una fine e non avrà mai un confine. L'amore per tutto il cosmo e la sua esistenza ha sposato l'infinito e noi ne siamo figli.
        Composto sabato 10 gennaio 2015
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