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Commenti a "A me non piace la definizione di "ateo" perché..." di Umberto Galimberti


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Vorrei però replicare a Sergio, il razionalista, che l'esistenza o meno di vita intelligente su altri pianeti è un argomento perfettamente rientrante nell'economia della frase che andiamo commentando, perché la faccenda è di estrema rilevanza quanto alla nostra visione del mondo. E anche di Dio, perché ad esempio l'esistenza di esseri intelligenti morfologicamente diversi da noi condurrebbe nel regno delle favole gli antropomorfismi divini di cui ci siamo cibati per millenni; e anche se fossero morfologicamente identici a noi, bisognerebbe ripensare tante altre belle cose, come ad esempio  la creazione "finalizzata" all'apparizione  dell'uomo, e l'incarnazione del figlio di Dio "solo" su questo pianeta. Noi ci riteniamo ancora al centro dell'Universo, e riduciamo ogni cosa, Dio compreso, ai nostri minimi termini, sia nell'affermare che nel negare. Quando invece si parla di Dio, si parla dell'Universo intero, e c'entra qualsiasi cosa: chi più ne ha, più ne metta.
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Chiudo se sei d'accordo; se invece l'argomento ti interessa davvero, sono come sempre a tua disposizione.
     Vedi, c'è in giro un grave errore, che più che un errore è una sorta di malattia cronica del genere umano: una sorta di miopia semi-automatica che conduce i più, e in primis i dotti ed i sapienti, a ritenere che la corrente "visione del mondo" sia quella giusta, e che tra cento o mille anni non si possa giungere ad un epocale mutamento di cognizioni, cioè ad una nuova rivoluzione copernicana. Orbene, poiché a motivo di serie e coinvolgenti esperienze, meditate, ruminate e ripetute nel tempo, sono del tutto immune da questa malattia, ma anzi semmai soffro della malattia opposta (ritengo cioè che l'umanità stia muovendo, su questo pianeta, solo i primissimi passi sulla via della conoscenza di ciò che la circonda e sopra tutto di se stessa), anche considerato lo scarso interesse riscontrato su questo sito per l'argomento, preferisco astenermi dal parlarne se altri non lo introducono.
     Fermo però il famoso proverbio napoletano relativo al "cecato" (il cieco) di Santa Maria: "mez'ora p' 'o fà parlà, e tre ore p' 'o fà sta zitto" (mezz'ora per farlo parlare, e tre ore per farlo tacere).
    Vedi tu se ti conviene...  : ))))
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Ma come, passi o chiudi ?
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Dato che si trattava di precetti (maschile), la forma esatta è ovviamente "impartiti". Poiché poi è un plurale, la forma corretta è "impartiti loro", perché il "gli" finale, in uso nel linguaggio parlato, nello scritto va solo per il singolare. Almeno... ai miei tempi. :)))
     Quanto agli alieni, la famosa equazione di Drake ha un grosso difetto: le sue 7 incognite sono tutte molto difficilmente determinabili, tranne forse la prima. Tuttavia, poiché i numeri di partenza sono elevatissimi, se fossimo soli nell'Universo bisognerebbe pensare che, come diceva Carl Sagan, nell'Universo ci sarebbe un grande spreco di spazio. : ))
      Il vero problema però per entrare in contatto sembra la velocità della luce: la nostra sola galassia ha un diametro di almeno 100.000 anni luce, e la stella più vicina dista 4,5 anni luce. Distanze assolutamente impossibili, allo stato delle nostre conoscenze scientifiche, per entrare in contatto: anche solo in un contatto radio che possa dirsi utile a qualcosa...
      L'unica grande speranza (o certezza che dir si voglia) è che esistano altri modi per viaggiare e per comunicare. Allo stato attuale delle nostre... ig*noranze scientifiche, manco a parlarne.
      E qui passo e chiudo.  : )))
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Il numero di stelle, e quindi di probabili sistemi solari, presenti nella nostra galassia ( la Via Lattea) è di circa 300 miliardi.

Invece, il numero di galassie presente nell'universo è di circa 140 miliardi: ognuna di esse ha centinaia di miliardi di sistemi solari, per un totale stimato di 10 miliardi di trilioni di pianeti nell'universo, cioè esistono:

10.000.000.000.000.000.000.000.000.000  pianeti!

Il numero di pianeti che può ospitare civiltà aliene è ovviamente altissimo anche in stime molto scettiche, ad esempio nella sola nostra galassia potrebbero esister milioni di civiltà aliene, mentre nell'universo si arriva a centinaia di miliardi di civiltà aliene possibili. Molte di queste civiltà aliene potrebbero essere fino a milioni di anni più avanzate di noi, visto che la nostra civiltà è qualcosa di recentissimo.

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