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Commenti a La bara, il fumo di Salvatore Riggio


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bhe con barbara sono più e meno daccordo solo due cosette da aggiungere non so gli altri atei ma io non ho dubbi ma solo certezze(sempre soggettive e personali) solo una cosa che non sono riuscito a capire (forse per la mia ignoranza forse perche sono stato poco atento ma comunque)cosa intendi quando dici ....: e se non credi, in te non può governare il bene ? non riesco a coglierne il significato e prima di dire qualcosa di insensato  vorrei sapere gentilmente che cosa intendevi con ciò... per quanto riquarda patrizia si lo so che esistono anche gli altri religioni solo che io nella mia poesia mi son focalizato sulla nostra e il mio pensiero verso le altre religioni sono sempre le medesime ma solo in modo diverso...
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sono d'accordo con Barbara...massimo rispetto per dolce pensiero ma....sai che tra i cristiani e gli atei ci sono tantissime religioni? non esiste solo Dio e il nulla...e condivido con Barbara il pensiero che, se ho capito bene e comunque la penso così, conta quello che c'è nel cuore, l'amore che si trasmette e il desiderio di volere profondamente la pace a cominciare da quella interiore. Questi devono essere i comuni denominatori a prescindere se si fanno in nome di Dio, di Budda, di Maometto o altro....e comunque se una persona ha paura del nulla, gli si tende la mano...non si lascia nel pensiero che forse il Padre buono deciderà o meno di concedergli il dono della fede....
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Sono giunta alla conclusione che la differenza più grande sia questa: i credenti parlano sovente di "grande verità assoluta", i non credenti, invece, parlano di dubbi o di verità soggettive. E se non credi, significa che non sei stato baciato dal dono della fede (ma un Padre che si rispetti, non dovrebbe far doni in egual misura ad ognuno dei suoi figli?...); e se non credi, in te non può governare il bene; e se non credi... beh, potrei continuare ma sarebbe un monologo tanto sterile quanto inutile. Ognuno crede in ciò che sente dentro sé, questo dovrebbe essere l'unico "credo". Credo nel bene, e nella forza dell'amore... e credo che nessuno possa condannarmi per questo, non lo farebbe nemmeno Dio, qualora esistesse veramente. Il rispetto reciproco, a prescindere dai "credo", è qualcosa da rendere più tangibile e di valore...
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Ti invito a riflettere su quanto ho commentato ,non è davanti agli uomini che ci dobbiamo gloriare ma davanti a Dio,credimi del parere altrui non devi fartene un problema ma capire cosa vuoi veramente dalla vita,aprirti all'interiorità e a tirare fuori i tuoi tanti talenti offuscati dalle esperienze negative e di salute avute in passato,sei giovane e devi lottare per te stesso ,la fede?Sono certa che troverai anche quella un giorno se Dio lo vorrà,ma sappi che il Cristianesimo si fonda sull'amore,a cominciare da me no ti giudico,dobbiamo manifestarlo questo amore per far si' che la gente ci creda come cristiani,anche restando vicini a chi soffre o non crede.Grazie.
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grazie dolce pensiero avrei solo una cosetta da dire quando dici che nessuno ti incolpa ne tantomeno noi cristiani ti posso dire che si tu non mi incolpi e sei una delle poche eccezioni come qualcun altro, i cristiani si invece la gran maggioranza(per restare in tema della poesia) mi giudicano male per il mio non credere , non dico che tutti sono cosi no non lo sono, sono anche molti quelli che accettano il mio pensiero ma pochi rispetto alla maggioranza.

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