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Commenti a "Morire? No, grazie. Non per me, ma per gli..." di Andrea Ricotti


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postato da , il
Tanti anni fa, conobbi un ragazzo particolarmente intelligente e sensibile.
Era mio coetaneo aveva circa 18 anni.Era amico di un amico.
Andammo insieme ad un concerto degli Slayer, durante il pogo, finii per terra (la prima ed unica volta che mi successe, una macchia nera nella mia carriera :) )e lui mi diede una mano a rialzarmi prima che qualche decina di suole di anfibi mi usassero come zerbino.
Era un ragazzo silenzioso, di poche parole, ma che colpivano.
Poco tempo dopo,Walter,decise di addormentarsi per sempre nella sua auto.
Sono passati circa 17 anni,e non sto a criticare la sua scelta sono sicuro che non è stata dettata dall' egoismo,però sento ancora il rimorso di non essere riuscito ad aiutarlo quando ha avuto bisogno, pur sapendo, che in certe situazioni nessuno può veramente aiutarti.
p.s.
Era un pò che non pensavo a Walter, grazie per avermelo fatto tornare in mente.
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postato da , il
Secondo me si può sempre fare qualcosa...serve molta forza ma si può sempre fare qualcosa prima di arrivare alla soluzione finale.
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postato da Sarah Sarotti, il
Sono d' accordo, ma dipende dalle condizioni di una persona.. quando si soffre e si vede soffrire e non ci sono speranze l' agonia é tremenda.
Ho conosciuto delle persone che si sono tolte la vita perché vedevano la sofferenza dei cari...e questo lo considero a volte un caso di coraggio e altruismo...nel loro caso non c' era speranza.

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