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Commenti a Sotto il sole di luglio di Valeria Federico


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Ciao a tutti ragazzi, leggo solo ora questi commenti e, a dire il vero, non credevo potesse esserci un "dibattito", che però noto costruttivo.
Ho 25 anni, sono laureata in scienze del servizio sociale, e per me è sempre stato "normale" parlare di questo orrore.
Io ai miei figli, se Dio mi concederà di averne, parlerò di quelle persone che persero ogni diritto e dirò loro che la vita è un dono sacro e che nessuno ha il diritto di toglierla ne a se stessi e ne agli altri. Ed aggiungerò che vita e dignità devono camminare tenendosi per mano.
In maniera costruita o meno, gliene parlerò.
Gli errori non devono ripetersi, MAI.
Anche se vedo molte persone inneggiare Mussolini ed Hitler.
Rabbrividisco...

Vi abbraccio.
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Ragazzi, la verità non deve essere imopssibile da giudicare. Le stragi di innocenti - di qualsiasi natura siano - non devono mai essere cancellate. La follia che è capace di generare l'umanità deve rimanere all'infinito ben presente davanti agli occhi di tutti.

Non c'è nessuna giustificazione alla realtà dei campi di sterminio, come non c'è giustificazione ai campi siberiani o ad altri metodi di distruzione dell'umanità.

Nessuna infamia così grande deve essere dimenticata ed è quindi giusto che qualcuno ci ricordi di cosa è capace la follia umana.

ANCORA OGGI esistono situazioni simili a quell' "antica" situazione che qualcuno vorrebbe dimenticare ... Che quel qualcuno si senta in qualche modo responsabile di quant'accaduto?
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Non penso che tu sbagli Gaetano, forse non è questo il luogo adatto, ma chi può dirlo? Ho una sola certezza,tanto meno si parla di alcuni argomenti, tanto è più facile che si ripresentino in futuro...

Non resta che ringraziare Valeria per avere avuto il coraggio di farlo.

Io quì, ho scritto solo di me stesso, per il semplice motivo, credo, che quando si hanno dei momenti negativi nella vita, si tende a pensare che i nostri problemi e le nostre emozioni siano al centro del mondo, una sorta di egoismo doloroso (ed anche un pò i*iota)... Perciò sono il meno adatto a parlare...
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Paul, costruito per me vuole dire realizzato per uno scopo. Però hai ragione avrei dovuto essere più franco: lo scopo non mi è piaciuto neppure un poco. Io ho letto Anna Frank, Silone e compagnia bella. Dopo avere visto Mathausen ho smesso di leggere i libri sull'olocausto. La verità è talmente impossibile da giudicare... pensare a quello che è stato...
Hai ragione un altra volta a parlare anche su PP di questo, io mi limito a visitarlo per la poesia, ma forse sbaglio
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Ciao Valeria.
Sono stato tempo addietro in "visita" in molti campi di sterminio in Europa, ho vissuto quei luoghi con i racconti di persone che sono stati rinchiusi li ed hanno avuto la "fortuna" di sopravvivere.
Non avevo parenti e nemmeno conoscenti ex deportati, sono stato per semplice curiosità e casulità...
So che non dimenticherò mai ciò che ho visto e sentito...
Non mi piace solitamente parlarne, ma ci sono momenti in cui è giusto farlo.

Il tuo racconto è disgustoso, davvero, io non provo nausea per nulla, non mi fa impressione nulla, ma ciò che ho letto è indispensabilmente nauseante, da farmi provare vergogna profonda ed oscena di essere un uomo.

Gaetano, non credo che una critica sulla "forma" dello scritto fosse opportuna, ma è solo un mio pensiero...

Un saluto ad entrambi

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