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Commenti a "Basta veramente poco per essere felici, basta..." di Saverio Frangella


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"Ignorare ciò che non possiamo avere", dici.
Hmm... Anche qui non ci  siamo gran che. Tutta la storia del genere umano è una lo*tta per ciò che sembrava follia potersi ottenere. Basti pensare che (solo da 1 secolo o poco più !! Ci avete mai pensato??) l'uomo vola. Ma gli esempi sono infiniti.
E poi, questa tua affermazione co*zza contro il fondamentale criterio d'azione espresso da Sagea: "preferisco arrampicarmi sulla roccia a mani nude, finchè posso con tutta la forza dei miei stu*pidi sogni". Se non ci fosse stata gente così, saremmo ancora all'età della pietra, o, peggio, saremmo ancora scim*mioni.
E sospendo ancora, purtroppo, ma ne sono anche contento, così continuerete a chiedervi DOVE possa celarsi la ragione di Saverio.  ; )))))
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Incominciamo, Saverio, con una critica.
Felicità è una parola grossa, e anche inutile.
    La felicità esiste, sì, ma è di breve durata, e subito fugge via. Cercare la felicità è come andare al ristorante e ordinare solo la ciliegina che si trova su una torta.
    Quello che tu dici, la chiameremo gioia? Sì, la gioia è qualcosa che può durare di più, è la brace calda della felicità, o se vuoi la torta. Ci sono persone che vivono sempre nella gioia? Forse tendenzialmente sì, ma non riescono ad averla sempre, in ogni attimo. Tuttavia, mi pare fosse questo ciò cui alludevi. Dunque, la mia precisazione è che il tuo è solo un discorso tendenziale, non il discorso su qualcosa che qualcuno possa mai dire di avere definitivamente conseguito.
E sospendo ancora, perché il dovere mi chiama di nuovo.
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Adesso starete pensando: "Dopo quello che ha detto, come farà a dar ragione anche a Saverio Frangella?"
hehehe... Uomini di poca fede...
Ve lo dico tra un pò di tempo, perché devo portare giù il cane, che ha ragione anche lui.
Frattanto, pensate in che cosa Saverio possa mai aver ragione... : )))))
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Vincenzo esprime, dal suo canto, la stessa idea di Sagea, ma con una sfumatura PRATICA a mio avviso ineliminabile: "chi non ha niente di cosa dovrebbe accontentarsi";
"Di cosa s'accontenta un giovane senza lavoro e senza futuro.!
Di cosa un diseredato, un emarginato , Una persona senza nessun amore nè speranza... DI COSA ... ".
SFIDO CHIUNQUE A CONTESTARE QUESTE PAROLE.
Chi ha poco e si accontenta non dovrebbe mai dimenticare che al mondo esiste anche chi non ha niente (MA DAVVERO NIENTE); e non può elevare il proprio atteggiamento mentale a norma generale dell'agire e del pensare.
E dunque ha ragione anche Vincenzo. Nettamente.
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Finalmente, al terzo tentativo, sono riuscito a inserire il commento.
Allora, ho dato ragione a Sagea, per questo aspetto.
Sospendo per un pò,  e torno.

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