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Commenti a Urlo Basta! di Silvana Stremiz

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Noi che leggiamo proviamo dolore disdegno rabbia e per quanto ci possiamo immedesimare mai, saremo capace a comprendere!
A lei ingenua vittima rimane il niente del suo tutto…
Delle belle parole… rimane il silenzio!
Della gioia… il dolore!
Dei sogni… il buio!
Della speranza… la fine!
Della Vita… la morte!
Dell’Amore… il niente!
Complimenti Silvana bella e toccante, spero rimanga nei Cuori e negli Animi di chi legge!
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Ma ho tre parole anche per l'altra campana, cioè per chi non interviene e non fa sentire chiaramente la sua voce:

Io vendo maschere.
Tacciono e osservano.
Ridono e piangono
senza commuoversi.
Conoscono a fondo
l'arte di esistere.

Dopo di che, come sempre, avrò tutti alle calcagna.
Ma non me ne importa niente.
Dovevo parlare.
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Noto che la maggior parte dei commenti sono femminili, e non riesco sinceramente a spiegarmene il motivo.
Forse che il dolore di una madre possa essere più grande di quello di un padre? Non credo.
Forse che la pedofilia riguardi solo le bambine? Neanche, riguarda tutti i nostri adorati cuccioli.
Forse una sorta di pudore da parte degli uomini, quasi una sorta di fallico recondito senso di colpa? Neanche: troppo primitivo per un sito frequentato, al 99%, da gente abituata ad esaminarsi ed esaminare.
E' più probabile che vi sia una sorta di critica al tipo di approccio; o addirittura un sospetto di strumentalizzazione; o il desiderio, di fronte a una piaga del genere, che coinvolge addirittura il clero, cioè quella che dovrebbe essere la punte di diamante della spiritualità occidentale, di fare qualcosa di più che semplici parole, insieme alla rabbia del non poter far nulla.
In effetti, molte "sollevazioni" meramente verbali possono apparire quasi una sorta di rituale espiatorio, compiuto il quale ciascuno possa ritenere di aver fatto la sua parte, e tornarsene in pace.
Io vorrei tanto che i maschietti facessero sentire la loro voce, le loro idee, senza insulti e mezze parole, chiarendo la propria posizione apertis verbis, e non con un silenzio che non è mai la via migliore, ma non lo è soprattutto di fronte ad un problema di questo genere.
Per quanto mi riguarda, non di fronte al caso di specie, ma di fronte in generale a questo tipo di situazioni, mi torna in mente una cosa che scrissi tempo fa; che ho postato ma che purtroppo è ancora in attesa di valutazione. La inserisco qui di seguito:

Io sono il fotografo
del terzo mondo.
Raccolgo il pianto,
la fame e la morte
in artistici libri
di carta lucida.
Costosi e impegnati
regali di Natale
per voi che,
come me,
non potete far nulla
per questa infamia,
se non commuovervi
di compassione grave,
criticare i governi
e denunziare agli altri
le ingiustizie del mondo.
Ma sono imparziale.
Quando il vento del Sud
vi travolgerà tutti
ci sarò ancora,
per fotografare voi.

Beninteso: io sono un fotografato in questa condizione di totale impotenza; non il fotografo, cui comunque ho dato 10 perché la poesia è bella.
Ma questo è un altro film.
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La rivoto, poi ora ho letto tutto il libro e mi piace ancora di più!
Ciao Silvana!
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Silvana, sai quanto mi sta a cuore il problema della pedofilia, ed è per questo che mi rivolgo ai "finti sordi" che hanno paura di intervenire per dire "BASTA!" a questo ignobile e criminoso "fenomeno!"
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