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Commenti a Frase ID 70620 di Gesualdo Bufalino


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Gentile Signor Federico,
prendo atto del sinonimo che Lei preferisce usare in luogo della parola “censura” ma anche chiamando quella pecetta  “Avviso” non cambia molto la sostanza. Lei stesso, non io, definisce infatti censura con le parole: “impedire in qualche modo la comunicazione”. L’Avviso in questione fa esattamente questo: impedisce in qualche modo. Certo, certo… è facilmente removibile! E con questo?  Devo forse supporre che se coprissimo i bronzi di Riace con un Post-It giallo e con su scritto “qui sotto c’è roba per adulti” il mondo sarebbe migliore?
Mi perdonerà, spero, ma il problema va affrontato in altri termini.
L’art. 529 del codice penale recita: “Si considerano ‘osceni’ gli atti e gli oggetti, che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore (esclusa l'opera d'arte e scientifica, in richiamo all'art. 33 Cost.).”  A sua volta l’articolo 33 della Costituzione, che Lei senz’altro conosce, sancisce con poche e semplici parole che: “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”.
Il punto focale della questione è tutto lì: se l’opera di Gesualdo Bufalino può essere considerata arte (e nello specifico arte della parola e del pensiero) allora l’Avviso, impedendo “in qualche modo” la lettura di un pensiero, ne impedisce anche il libero insegnamento. Ora io non ho nessuna intenzione di dimostrare che Bufalino, a pieno titolo, può essere annoverato nel ristretto limbo degli “artisti” anche perché lo stesso autore, sebbene già morto, è in grado di difendersi da solo con l’acume fine e profondo del suo pensiero, deducibile dalla sua opera. Ma lasci almeno che io mi chieda: cos’è l’Arte? Lei, lo so per certo, conosce già la risposta… Cito una sua citazione:
- L’Arte è la voce dell’emozione.
La frase di Bufalino suscita un’emozione? Secondo me si, come ho già spiegato a Gaetano in altro commento…
Quanto alla “libertà di decisione” cui Lei fa riferimento mi permetterà di risponderle con un’altra citazione che non è presente sul sito ma che sarebbe opportuno inserire:
- Innanzi tutto, l'emozione! Soltanto dopo la comprensione! (Paul Gauguin)
Nell’augurami che questo mio commento possa superare la “moderazione controllata” cui è sottoposto il mio account, ringrazio ancora per l’ospitalità…
Cordiali saluti
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Gentile Antonio1960,

"censurare" significa impedire in qualche modo la comunicazione.

Ad esempio, come da lei scritto, censura è coprire in modo permanente i genitale nelle opere di Michelangelo e Donatello, ma non di certo porre un semplice messaggio d'avviso (tra l'altro facilmente rimovibile). Il messaggio infatti, per chi vuole, non impedisce la comunicazione ma lascia libertà di decisione se leggere o o meno una frase non adatta a un pubblico di bambini.

Ripeto, censurare è un'altra cosa. Qui è stato solo messo un avviso.
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Gentile Gaetano,
il tuo “tanto rumore per nulla” non fa altro che confermare quanto da me asserito: censurare Gesualdo Bufalino è ridicolo poiché in quella citazione non c’è nulla da censurare.
Che poi la frase possa essere piaciuta oppure o no è altro discorso.
Alcuni probabilmente visualizzeranno, in quelle parole, un buffo ammennicolo intento a sputacchiare spermatozoi. Altri, forse ci vedranno invece la virile essenza dell’uomo che nel gorgo della passione sussulta e s’incanta, quasi come in preda a balbettio, rapito di fronte alla forza avvolgente e travolgente di quel sentimento che si usa definire Amore.
E’ solo questione di sensibilità personale…
Cordiali saluti
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Gentilissimo Andrea,
ti ringrazio per la tua precisazione che però, pur essendo chiara e cortese, precisa e puntuale, non riesce a farmi cambiare idea.
La pecetta removibile che è stata apposta sulla frase tu puoi anche chiamarla “rispetto per le idee altrui” ma proprio per lo stesso “rispetto” che tanto generosamente elargisci ti prego di lasciare libero me di continuare a chiamarla “censura”.
Infatti, seguendo lo stesso principio ispiratore che tu esponi, sarebbe opportuno porre foglie di fico sui Bronzi di Riace, sul David di Donatello, sugli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e, più in generale, su un numero enorme di opere artistiche universalmente riconosciute Patrimonio dell’Umanità! Te la senti di cominciare tu? Io no.
Certo, qualche stupido bigotto può scandalizzarsi se legge, in una frase di un indiscusso e stimato autore, il nome scientifico di un organo del corpo umano ma mi chiedo se tali individui pretenderanno lo stesso stupido “rispetto” anche il giorno cui in avessero necessità di cure mediche proprio là, sotto la foglia di fico.
Permettimi inoltre di farti notare che, sin dagli albori della civiltà, gli straordinari progressi compiuti dal genere umano mai hanno beneficiato del bigottismo strisciante che pervade taluni pseudo-moralisti i quali, al massimo, sono esperti solo nel coltivare ipocrisie nel banale orticello della quotidianità. E mai il progresso morale, spirituale e scientifico si sono fermati di fronte alle foglie di fico perché, fortunatamente, una sola “mente aperta”  è in grado di sviluppare più idee di quelle che un milione di “cervelli atrofizzati” possono produrre.
Fiducioso che le mie idee meritino lo stesso rispetto di chi non vuole leggere la citazione di Bufalino, ti ringrazio per l’ospitalità sin qui concessami.
Cordiali saluti.
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Tanto rumore per nulla. non è che sia una gran frase

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