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Commenti a "Dobbiamo avere fede che la ragione produca la..." di Abraham Lincoln


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Per Margherita: come ho più volte avuto occasione di ripetere, secondo me è essenziale SFRONDARE, E ARRIVARE AL NOCCIOLO DEL PROBLEMA (potrà apparirti singolare che sia proprio io, notoriamente analitico oltre misura, a parlare di SINTESI; ma la sintesi non può che venire dopo un'accurata analisi, altrimenti rischia di sintetizzare solo l'approssimazione, la superficialità e l'enigmatica ignoranza di chi maldestramente la operi).
    Orbene, se tu leggi quei minuscoli libricini chiamati Vangeli con sincero spirito di ricerca (ricerca cioè intesa a capire il succo e lo spirito del messaggio di Gesù di Nazareth), non ci metterai molto a capire UN CONCETTO FONDAMENTALE: tutta la sua dottrina, ma proprio TUTTA, si riassume in un'unica massima:
- ama il prossimo tuo come te stesso; non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.
Questa è, per la precisione, la risposta che egli dà a chi gli chiede cosa debba fare per meritarsi la vita eterna: "Fai questo, e vivrai".
     Attenzione: la prima massima (ama il prossimo tuo come te stesso) viene da Gesù indicata come identica all'amore di Dio. In sostanza, non esiste altro modo di amare Dio se non l'amore del prossimo. Questo è chiarito anche in quel brano in cui egli dice che tutto il conforto e l'amore che si porta ad un qualsiasi essere umano sofferente è amore portato a lui e a Dio (non chi dice Signore Signore entrerà nel regno dei cieli). Ripeto: leggi i Vangeli, e questa sintetica conclusione (una sorta di "Bignami" del cristianesimo :) ti risulterà chiara come la luce meridiana.
      Ciò detto e compreso, ne consegue che tutto il resto (capire e figurarsi chi o che cosa sia Dio; credere o non credere che Gesù sia Dio; credere o non credere nella missione della Chiesa e nella sua tradizione) NON HA ALCUNA IMPORTANZA. Infatti, se anche tu conoscessi Dio faccia a faccia e lo avessi ogni giorno a pranzo con te, se anche tu fossi convinta AL 100% della divinità di Gesù Cristo, se anche tu ABITASSI in una chiesa e dedicassi tutto il tuo tempo all'orazione, ma non avessi amore del tuo prossimo COME DI TE STESSA, non ameresti Dio, e dunque la tua "fede" sarebbe vuoto esercizio teorico.
     Spero davvero, con queste poche considerazioni di sintesi, di aver finalmente premiato il tuo interesse nel seguire quanto vado (spesso, per usare un eufemismo, molto diffusamente) dicendo.  : ))
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Per Giulio: se tu cerchi una definizione razionale del "giusto", ti ingolferai in elucubrazioni accademiche interminabil, e NON LA TROVERAI MAI; anzi la tua mente si obnubilerà a tal punto da rischiare di giungere al più totale relativismo, e dunque alla sospensione del giudizio.
    Se viceversa ti applichi, caso per caso che si presenti nella tua vita, a ricercare quale sia la "giusta" soluzione, TI SEMBRERA' che sia più facile individuare cosa sia giusto e cosa non lo sia; ma sarà solo un'illusione, perché l'assenza di una sicura ed universale pietra di paragone atta a discernere cosa sia giusto e cosa non lo sia renderà la tua valutazione assolutamente soggettiva, e dunque priva di universale validità. Ciò è ogni giorno dimostrato dalla litigiosità degli esseri umani, spesso in buona fede fondata su differenti visioni di ciò che è "giusto".   :))
     In verità, sulla via del "giusto" e dell' "ingiusto" non si fa molta strada: solo menti chiuse alle mille sfaccettature delle cose e delle azioni umane possono ritenere che una pietra di paragone al riguardo possa in realtà esistere.
     La via del giusto e dell'ingiusto, mio caro Giulio, è in realtà il vicolo cieco in cui vanno da millenni a ficcarsi tutte le nostre speranze. Cerchiamo la giustizia, invece di cercare l'Amore ed il perdono. E' questa la grande rivoluzione del cristianesimo rispetto alla concezione veterotestamentaria della retribuzione del bene col bene e del male col male.
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Caro Pino, leggo sempre con grande interesse i tuoi interventi inerenti a questo tema che inevitabilmente divide da sempre il pensiero umanistico. Io non mi sono mai contrapposta
al 'sentimento' cristiano anzi, lo condivido nella massima parte, ma credo si debba fare una
distinzione tra Dio Gesù e la Chiesa Cattolica. Dio non lo conosco, non l'ho mai sentito né
nel mio profondo né intorno a me, trovo sia incomprensibile e totalmente contradditorio,mentre
Gesù di Nazareth credo sia stato un grandissimo filosofo che guardava dove altri non vedevano
e che ha gettato le nuove fontamenta per una società civile, improntata sulla giustizia e sul bene
comune. L'abbinamento Dio-Gesù lo credo fantascentifico così come tutte le varie scritture
inerenti alla 'parola di Dio'. Con ciò provo un profondo rispetto per i credenti e a volte persino
invidia, avendo una change in più, sia nella vita terrena che quella ipotetica 'eterna'.
Personalmente la forza l'attingo dal mio profondo e quando scema, scendo più giù a raschiare il barile per cercarne ancora un pò. Tu dirai ''ecco ! questo è Dio'', troppo semplice piazzarlo dove più ci piace, se c'è lo immagino più scenografico , magari sdraiato su di una nuvola.  La fede non è ragione, quindi inutile porsi domande alle quali non ci sono risposte.
Inoltre se tutto ci conduce a Lui con un disegno preciso a cosa serve il libero arbitrio visto che
anch'esso è stato da Lui concesso? . Credo che ognuno di noi sentendolo trovi Dio dove crede. In quanto alla Chiesa mi astengo da ogni commento. ciao Pino.
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commento 62
"Ciò detto, devo però precisare che... poiché io vedo Dio come ciò che si trova nel profondo di ciascun essere umano...."

Tu non lo vedi, lo immagini, come del resto fanno tutti, magari esiste davvero, chi lo sà, io non ci credo.
Fin dai tempi antichi i fenomeni naturali sconosciuti venivano attribuiti a delle divinità, perchè l'intelligenza umana non trovava altra spiegazione.
Oggigiorno è la paura o il mistero della morte che alimenta le religioni del pianeta.
Io scrivo che è frutto dell'immaginazione umana anche perchè ognuno di noi è dio si se stesso, ora, se tu predomini come persona sulle altre avrai dei discepoli che seguiranno il tuo dio, ecco perchè al mondo ci sono religioni diverse, che hanno però una cosa in comune, spiegare la morte, ( oltre che le regole di civile convivenza), ma sopratutto cosa avviene dopo la morte, perchè la nostra mente non è capace di fermarsi allo stop "umano".
Alcuni affermano che ci sono religioni estremiste, ma secondo me è l'uomo che estremizza la religione.
E' stato tagliato il lobo dell'orecchio a un bambino perchè non voleva andare a pregare in moschea, ma stiamo scherzando???
Il cristianesimo si è imposto con la morte e il terrore, ma stiamo scherzando??
Tutto per il fanatismo di alcune persone, non certo per la religione in se stessa.
62
postato da , il
Ripensandoci , non mi sento ancora sazio... :-))
Scrivi : "La via della giustizia è una sola, e riguarda ciò che è GIUSTO".
Che cos' è il giusto ?
A me pare che a prscindere dalle definizioni , si possa concordare sul fatto che esso sia in continuo mutamento , infatti dal tempo dei greci fino ad oggi  vengono ritenute giuste cose che si ritenevano sbagliate prima e viceversa , se ne ritengono sbagliate altre che allora a tutti parevano sacrosante. Questo dipende certamente da quante credenze sono state soppiantate da informazioni  scientifiche . Se cosi' non fosse , ancora oggi - se l' idea che la  stregoneria avesse poteri riconducibili al dem*onio , ad esempio- ci sentiremmo forse legittimati dal  ritenere giusta la persecuzione  delle streghe e l' accensione di centinaia di roghi.
Dunque cos' è il giusto ?

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