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Commenti a "Dobbiamo avere fede che la ragione produca la..." di Abraham Lincoln


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Vincenzo , intendevo - con la mia domanda sulla statura -  ovviamente " levatura morale "   :-))
Comunque , il vino buono sta nelle botti piccole ... purtroppo non sui tappi  :-))
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Proprio perchè siamo soli dinnanzi ai nostri principi , la lode ed il biasimo , se non il premio e la punizione , sono di estrema importanza , intendendo quelle che ci auto rivolgiamo od infliggiamo .
Tutti noi più o meno consciamente dialoghiamo con noi stessi attribuendo un valore intrinseco buono o cattivo alle nostre azioni , e quando tale valore è buono  , in qualche modo lodiamo noi stessi o addirittura ci sentiamo meritevoli di un premio , che a volte conferiamo a noi stessi nelle più svariate modalità.
Sia detto lo stesso per il biasimo e la puniozione conseguente ad azioni cattive.
E' proprio l' equilibrio tra il biasimo e la lode a darci informazioni sulla nostra rettitudine .
Ritenersi con una certa frequenza  meritevoli di una lode , di un premio dovrebbe essere segno di bassa statura ?
Ed infliggersi punizioni o rivolgere a se stessi biasimo indicherebbe un grande valore  nell' uomo?
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Molte persone sono dell'idea che i credenti
cerchino Dio solo per paura della  m-orte  e
per  igno-ranza.
Allora vi racconto la storia il cui protagonista
fu una delle persone più intelligenti mai esistite.

Durante una lezione, un professore
lanciò una sfi-da ai suoi alunni con la seguente domanda:
"Dio creò tutto quello che esiste?"
Un alunno rispose con coraggio: "Sì, Lui creò tutto...!"
"Realmente Dio creò tutto quello che esiste?"
domandò nuovamente il maestro.
Sì signore, rispose il giovane.
Il professore rispose:
"Se Dio ha creato tutto quello che esiste,
Dio ha fatto anche il m-ale, visto che esiste il m-ale!
E se stabiliamo che le nostre azioni
sono un riflesso di noi stessi, Dio è cat-ti-vo!"
Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro,
inorgoglito per aver dimostrato ancora una volta,
che la fede era un mito.
Un altro studente alzò la mano e disse:
"Posso farle una domanda professore?"
"Logico", fu la risposta del professore."
Il giovane si alzò e chiese:
"Professore, il freddo esiste?"
"Però" Che domanda è questa?" ... Logico che esiste,
o per caso non hai mai sentito freddo?"
Il ragazzo rispose:
"In realtà, signore, il freddo non esiste.
Secondo le leggi della Fisica,
quello che consideriamo freddo,
in realtà è l'assenza di calore.
Ogni corpo oggetto lo si può studiare quando possiede
o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo
di trattenere o trasmettere energia.
Lo zero assoluto è l'assenza totale di calore;
tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire,
però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione
per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore.
E ditemi, esiste l'oscurità?, continuò lo studente.
Il professore rispose:
"Esiste!"
Il ragazzo rispose:
"Neppure l'oscurità esiste. L'oscurità, in realtà,
è l'assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l'oscurità no!
Attraverso il prisma di Nichols,
si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori,
con le sue differenti lunghezze d'onda.
L'oscurità, no! ...
Come si può conoscere il grado di oscurità
in un determinato spazio?
In base alla quantità di luce presente in quello spazio.
L'oscurità è una definizione usata dall'uomo
per descrivere il grado di buio quando non c'è luce".
Per concludere, il giovane chiese al professore:
"Signore, il m-ale esiste?"
E il professore rispose:
"Come ho affermato all'inizio, vediamo stu-pri, cri-mini,
viole-nza in tutto il mondo. Quelle sono cose del m-ale".
Lo studente rispose:
"Il m-ale non esiste, Professore,
o per lo meno non esiste da se stesso.
Il m-ale è semplicemente l'assenza di bene ...
Conformemente ai casi anteriori, il m-ale è una definizione
che l'uomo ha inventato per descrivere l'assenza Dio.
Dio non creò il m-ale ...
Il male è il risultato dell'assenza di Dio
nel cuore degli esseri umani.
Lo stesso succede con il freddo, quando non c'è calore,
o con l'oscurità, quando non c'è luce".
Il giovane fu applaudito da tutti in piedi e il maestro,
scuotendo la testa, rimase in silenzio.
Il rettore dell'Università, che era presente,
si diresse verso il giovane studente e gli domandò:
"Qual'è il tuo nome?"
La risposta fu:
"Il mio nome è Albert Einstein".
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Vedi, Pino,
la lode e il biasimo non possono aggiungere o togliere nulla alla statura morale proprio come tu dici,
pertanto dimmi
- a che serve la Parola di Dio?
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SIAMO SOLI DINANZI AI AI NOSTRI PRINCIPII: nessuno che ci lodi anche sperticatamente potrà mai aggiungere neanche un millimetro alla nostra statura morale, alla stessa maniera in cui il biasimo altrui non potrà ridurla neanche di una spanna.
    Per questo motivo, se si ama il bene e si odia il male (come dovrebbe, perché implicitamente lo asserisce, chiunque osi lamentarsi di ingiustizie, sopraffazioni, ruberie e quant'altro), è  un grave errore fare il bene attendendo una riconoscenza dagli altri: il bene va operato indipendentemente da ogni corrispettivo, fosse anche di sola simpatia.
    Ancor più grave errore è poi lasciarsi incattivire dal comportamento degli altri, qualsiasi esso sia. E' infatti proprio questa la principale via di contagio del male. Ma è un contagio cui soggiacciono solo le anime fragili e deboli. Le anime forti DEVONO proseguire dritto per la loro via, anche a rischio della vita.
     Per i motivi di cui sopra, se conosco i miei polli, NON CREDO A VINCENZO e reputo la "claque spellata" di Flavia mera espressione del suo incorreggibile spirito di contraddizione.
     Attenzione, però: lo "sfogo" di un momento potrebbe, in via direttamente proporzionale al credito di ciascuno di voi (che non è poco), risultare altamente anti educativo per i giovani e le anime incerte che dovessero leggervi.

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