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Commenti a "Dobbiamo avere fede che la ragione produca la..." di Abraham Lincoln


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Ma perchè mai , se  i frutti buoni ed integri di un melo  vengono utilizzati - dopo averli sofisticati - per avvelenare le persone o quelli della palma da cocco  come  corpi contundenti , perchè mai - dicevo- bisognerebbe  abbattere tali splendide piante?
Non sono i frutti ad essere cattivi , ma l' utilizzo che se ne fa.
L' albero del diritto non è stato piantato con l' idea di produrre frutti cattivi.
Il diritto persegue la giustizia e l' equanimità. Dimostrami - dunque - che la giustizia e l' equanimità siano  un   male.
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Il diritto ha l' intento di produrre del bene?? Ti sbagli, Giulio. Il diritto è mosso dallo scopo di  regolare i rapporti sociali, e basta. Comunque li regoli.  Tanto è vero che esistono norme eque e norme inique, ma tutte costituiscono "diritto". Lo stesso schiavismo era diritto, prima di essere abolito. E' auspicabile che il bene sia il criterio ispiratore del diritto; ma bene e diritto sono cose completamente distinte.
    Non ho inoltre parlato di punizione, ma di uso della FORZA, cioè di COERCIBILITA'. Insomma: senza gendarmi e tribunali il diritto perderebbe ogni efficacia. Ma è noto che nel corso della storia i peggiori crimini (legalizzati) sono stati commessi da gendarmi e tribunali; anche però a prescindere da ciò, mi sembra ovvio che la coercizione, cioè l'uso della forza, nulla ha a che vedere con il concetto di "bene", fosse anche una norma la migliore del mondo.
     Volendo tuttavia parlare di punizioni, ritengo che (diritto a parte) infliggerne ad altri o anche a se stessi per mera esigenza morale sia del tutto inutile e primitivo. Per cambiare i frutti, purtroppo, non c'è altra via che cambiare gli alberi: prenderli a bastonate non serve a nulla.
      - E come si fa a cambiare gli alberi? - mi chiederai. Semplice: si abbattono quelli che danno frutti cattivi e se ne piantano di migliori.  La testa della gente cambia talvolta; non però a causa di semplicistiche punizioni o auto-fustigazioni, ma a motivo di meccanismi interiori ben più profondi.
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Il valore intrinseco in un uomo consta nello scarto di rigidità che egli usa -nelle questioni morali-  tra  l' essere inflessibile con gli altri e l' esserlo con se stesso.
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Pino, " usa amore per gli altri e soccorri i sofferenti" ha un valore intrinseco che si potrebbe far combaciare con la parola " bene" ?
Se si , è giusto osservare che anche il diritto  ha l' intento di produrre " bene" e non vedo perchè questo non debba collimare con un valore intrinseco.
Il fatto che tu sostenga che una punizione non sia un bene , non implica che tale valore non sia constatato da me o da altri - ovviamente non sono affatto favorevole a nessuna punizione salvo quella che preveda una falsa punizione ; un castigo cioè finto che abbia il solo effetto " benevolo " deterrente per tutti gli altri , ma che in realtà non determina alcuna sofferenza al colpevole. La punizione infatti ha utilità solo agli occhi di tutti fuorchè del punito-.
Quindi , ora , la questione è molto semplice.
Nel diritto la punizione è effettivamente e  rigidamente applicata da terzi , nella morale invece ognuno la infligge a se stesso più o meno inflessibilmente.
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Nonostante la mia giovinezza, la vita mi ha già fatto capire che la vera forza non appartiene alle persone che non cadono mai, ma a quelle che quando cadono si rialzano più forti di prima, guardando avanti con le mani ben ferme sul timone.

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