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Commenti a "Dobbiamo avere fede che la ragione produca la..." di Abraham Lincoln


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: )))))))))))))))))))))))))
"Il diritto positivo è la difficoltosa interpretazione dei principi del diritto naturale in norme di legge." Chi te l'ha detto? Quando te lo sei sognato?? :))))) O forse secondo te è stato questo l'intento dei legali di Berlusconi nel formulare le leggi ad personam? ...Il diritto naturale, col diritto positivo, non c'entra quasi nulla: il diritto è contemperamento di interessi, o addirittura PREVALERE di interessi. O forse secondo te i nostri parlamentari, nel conferire a se stessi i doviziosi vitalizi che credo saprai, si sono posti il problema di tradurre il diritto naturale in norme di legge (ché di norme di legge si tratta) ???  : ))))))))))
    E' appena il caso di notare che, se tutte queste brave persone si fossero attenuti ai principii della religione (principio cardine: non rubare) sarebbero forse riusciti a fare opera un po' meno "innaturale".  : ))))
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Il diritto positivo è la difficoltosa interpretazione dei principi del diritto naturale in norme di legge.
La dificoltà sta - guarda un pò - proprio nel " linguaggio " utilizzato per la traduzione , difatto , se il legislatore assumesse come linguaggio i principi universali suggeriti dalla religione, le norme non  potrebbero combaciare con quelle frutto dell' interpretazione dei principi universali laici , come uguaglianza  e giustizia , essendo questi non combacianti con i principi religiosi.
L' inferenza che si potrebbe trarre dalle tue stesse parole (  Per Giulio: io non dico che la giustizia è l'utile del più forte; dico che il diritto positivo lo è, perché spesso non è ispirato alla giustizia) è che l ' unico diritto positivo che possa essere definito come " l' utile del più forte" è quello che interpreta in norme,  i principi generali dettati dalla religione.
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Quanto al tuo concetto che Dio possa essere "frutto dell'immaginazione umana per colmare una deficienza intellettiva, nel senso di dover spiegare a tutti i costi l'inspiegabile", è un concetto che definirei "strano". I più, infatti, riconducono l' "immaginazione" circa Dio al desiderio umano di aiuto da forze superiori,  o al desiderio di sopravvivenza dopo la m0rte. Il tuo concetto, invece, ipotizza un'esigenza di mera natura razionale (spiegare l'inspiegabile).
   Al riguardo, avrei da dire 3 cose.
1) Innanzitutto, il pensarla così ti fa, in un certo senso, onore, perché non accusi i credenti di pusillanimità (come in pratica fa la maggior parte dei non credenti), ma di un semplice eccesso di immaginazione nel voler spiegare l'inspiegabile. Parlo di "eccesso" di immaginazione, perché tutti coloro che hanno tentato e tentano di spiegarsi il mondo hanno fatto e fanno ricorso all'immaginazione: filosofi o scienziati che fossero. Grazie dunque di aver lasciato alla mia immaginazione la dignità della ricerca, e di non averla, come tanti altri, trattata come pusillanimità. :)
2) Ciò detto, devo però precisare che... poiché io vedo Dio come ciò che si trova nel profondo di ciascun essere umano, e dell'umanità e di tutte le cose nel loro complesso, la mia concezione non mi conduce a vedere questo Dio né come qualcosa di esterno a me (è dentro di me, sono in pratica io nel mio profondo), né come la soluzione di un problema (ché anzi un problema me lo pone, perché nel mio concetto non importa ciò che Dio possa fare per me, ma ciò che io posso e devo fare di utile ai fini di Dio, cioè ai fini del mio prossimo e miei per riflesso).
3) Questa mia concezione non è mia personale invenzione, ma è a mio avviso il succo profondo e semplicissimo del messaggio di Gesù Cristo, che sommessamente, quando lo vorrai, ti invito a rivisitare, semmai leggendolo direttamente alla fonte.
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Sempre a proposito di Lincoln, è ancora più chiara una sua dichiarazione del 1858: « Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera; esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca ».
      Non è dunque tutto oro quello che luccica.
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"Lincoln fu il presidente che pose fine alla schiavitù, A Lincoln è riconosciuto il merito di aver allo stesso tempo preservato l'unità federale della nazione, sconfiggendo gli Stati Confederati d'America (favorevoli al mantenimento della schiavitù) nella Guerra di secessione statunitense. (wiki)". Lo hai scritto tu, ragion per cui ho ritenuto che dessi credito alla frase per via dll'ipse dixit.
     Oltretutto, se approfondisci, vedrai che Lincoln non abolì la schiavitù per motivi umanitari, ma solo per motivi politici (per salvare l'Unione). infatti la abolì nei soli stati secessionisti, e in precedenza aveva scritto: "Se potessi salvare l'Unione senza liberare nessuno schiavo, io lo farei; e se potessi salvarla liberando tutti gli schiavi, io lo farei; e se potessi salvarla liberando alcuni e lasciandone altri soli, io lo farei anche in questo caso. Quello che faccio al riguardo della schiavitù, e della razza di colore, lo faccio perché credo che aiuti a salvare l'Unione; e ciò che evito di fare, lo evito perché non credo possa aiutare a salvare l'Unione. " Oltretutto, ancora, Lincoln era un grandeoratore, ed in questa ottica va letta la frase che stiamo commentando.
      Infine non ho compreso il tuo esempio: se il Governo non ci lasciasse neanche più un euro per mangiare, dov'è la ragione che produce la forza? La rabbia certo, quella sì che produce la forza (la forza della disperazione); ma la ragione è razionalità, è numero, è calcolo, è procedimento logico... Può produrre il convincimento, non certo la forza.
      Neanche io, naturalmente, scrivo al fine di polemizzare, ma solo al fine di chiarire i concetti che esprimo.

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