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Commenti a Frase ID 59490


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Io sono dell'umile opinione che la troppa religiosità può essere un primo passo verso il fanatismo. Ed il fanatismo è una cosa odiosa e pericolosa! Ogni fanatismo religioso è peggiore della mancanza di credenza in un qualsiasi Dio.

Spesso accanto alla fede c'è il dubbio, un dubbio che ci rende inquieti e insoddisfatti, ci rende confusi e indecisi sulla direzione da prendere. Le persone tendono ad inventare, disegnare, colorare e vestire il loro dio (o dei) basate sulla loro razza, colore, ascendenza, origine e soprattutto sulle loro convinzioni religiose, e queste differenze generano tensioni che si tramutano in scontri fino a culminare nell'attacco e persino nell'eliminazione fisica dell'avversario. Secondo la mia logica, nessuna guerra può essere santa; nessuna forma di terrorismo può ottenere benedizione, qualunque sia il fine.

Ancora secondo me, gli uomini continueranno ad uccidersi gli uni gli altri fino al giorno in cui cominceranno a svilupparsi spiritualmente e a svolgere il loro dovere in modo imparziale e ponderato, opponendosi a ogni forma di integralismo e di predominanza di una fede sull'altra.
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VivaDDio finalmente qualcuno che cita Albino, io, non credente,gnostico ed in palese conflitto con l'istituzione clero,cristianesimo e molteplici sette tentacolari lo ricordo ancora oggi con le lacrime e l'od*io amplificato per il suo 'Volare' NON SOSPETTO ... MA PER IL SUO CERTO ASSASSINIO!!!
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Quanto poi all'ineffabile papa Ratzinger, di cui al commento n.5, mi pare evidente che un'ipotesi di conflitto tra scienza e fede appartiene al più vieto e intollerante integralismo vetero cattolico.
E' inutile farsi illusioni: causa di tutto ciò è stato, dopo la mo*rte estremamente sospetta di Albino Luciani, l'assurgere al papato del polacco Karol Wojtila, proveniente da un universo cattolico di stampo poco più che medioevale: con lui la Chiesa ha praticamente dimenticato le istanze conciliari più progressiste, riprendendo a voltolarsi in rigurgiti di integralismo, superstizione, intolleranza, che hanno condotto non solo alla tragedia africana dell'AIDS e alle inquietanti posizioni intransigenti e prive di carità cristiana sull'eutanasia e sull'aborto, ma al ritorno di risibili superstizioni, di formalismi assurdi come la scomunica dei separati e divorziati conviventi con nuovi partner, addirittura alla proliferazione continua di nuovi ed insospettabili "santi" che ormai si susseguono a ritmi vertiginosi... e, infine, all'assurgere a ruoli sempre più importanti, fino a quello papale, del teologo reazionario di cui si parla.
Per merito di costoro, ma soprattutto della formidabile potenza mediatica messa in campo dal primo, vero unico geniale politico degli ultimi 40 anni, il cristianesimo odierno è purtroppo sempre più superstizione, superba intolleranza, business mediatico, superficialità, potere politico: sempre più lontano dalla figura del Cristo, che nella Chiesa di oggi a stento riuscirebbe a fare il sacrestano.
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Io concordo sul fatto che la speranza dell'umanità siano i valori cristiani. Non concordo però sulla circostanza che garante ne sia l'istituzione Chiesa cattolica, per il semplice motivo che, palesemente, è ben lungi dal metterli in pratica. I valori sono FATTI, non teorie.
Amici cardinali, vescovi, preti e baciapile vari: pubblicani, prostitute & co. continuano ancora, a distanza di 2000 anni, a precedervi, e di gran lunga, nel regno dei cieli.
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Questo è pericoloso per la società ... anche per i Cristiani!

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