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Commenti a "La ragione e l'amore sono nemici giurati." di Pierre Corneille


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Il mare dell' amore non è sempre in tempesta , solo nell' innamoramento lo è , ed è molto pericoloso , non è consigliabile affrontarlo , ma è necessario farlo quando ci si trovi - involontariamente - in mezzo . Abbandonarvisi volontariamente , mollando la barra  è davvero cosa da pazzi , anche se qualcuno racconta che è solo cosi' che è possibile - attraverso il moto che i marosi imprimono alla barca alla deriva e alle correnti - raggiungere l' isola che non c' è.
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Per Franca .
C' è qualcosa che non mi torna...
Queste considerazioni sulla natura di un sentimento e sul rapporto  che tale sentimento ha con la ragione sono delle opinioni, spero , nulla di scientifico , di veritiero. Ma trovo singolare osservare che  veda collimare la tua con quella di Vincenzo , forse è stata mal interpretata l' opinione di Vincenzo , o forse la mia .
Per prima cosa né nella frase , né nei miei commenti è possibile leggere la parola o il riferimento a " innamoramento" , forse perché l' innamoramento può essere - forse , talune volte-  l' anticamera dell' amore , altre una sua immagine fallace , spesso e volentieri , da molti  confusa all' amore e seguita ciecamente.
Inoltre , posso comprendere che il desiderio dell' uomo di onnipotenza lo conduca spesso verso situazioni in cui l' adrenalina - o gli ormoni- e le difficoltà di gestire una situazione gli facciano credere , nel risolverla ,o nel gestirla  ,  d' essere una divinità , ma questo certamente non dovrebbe essere il motivo per crearsi difficoltà e situazioni adrenaliniche , specie se tali situazioni sono da pazzi.
La bellezza che Franca osserva nella situazione che descrive è folle se ricercata appositamente e se - seguendo il mio esempio marinaresco- si esce in mare col desiderio di rompere il timone , o lo si manomette volontariamente.
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Per Vincenzo .
I concetti da te esposti sull' innamoramento ( il cui rapporto con l' amore è il medesimo di quella che si potrebbe osservare tra  l' attuale democrazia in Italia e la democrazia dell' antica Grecia  - quella italiana la rievoca solo nel nome , nell' immagine- e su Giovanna d' Arco (non ho compreso cosa c' entri la filosofia con lei che non sapeva né leggere né scrivere , gli unici - nella sua triste storia - a saperlo fare erano i suoi aguzzini - è forse questo ciò che volevi comunicare ?- ) , ebbene , dicevo , tali concetti prendono spunto da fatti speciali , eccezionali , direi , da cui non credo sia possibile dimostrare alcunché.
Se si vuole dimostrare qualcosa dell' amore non credo si possa farlo  parlando dell' innamoramento che è uno stato di illusione ed eccitamento  completamente diversa dall' amore che invece è scelta consapevole e mirata.
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Io concordo con Vincenzo. Ce lo insegna la scienza, la letteratura, la storia , fiumi d'inchiostro e km di carta su cui è stato scritto dell'amore. Alberoni definisce l'innamoramento come un riflesso del nostro essere più profondo che si congiunge ad un'altra anima a pari intensità di sentimento.Il risultato prodotto è come ingerire contemporaneamente una sostanza stupefacente. Freud si spinge ancora più in là , scarta totalmente la teoria della ragione adducendo l'amore a conseguenti stati di innamoramenti materni o paterni irrisolti, che pretendono risoluzione dal nostro conscio. Quindi nulla di governabile. Risulta chiaro che l'amore in quanto sentimento inspiegabile non sia di facile comprensione, ma tra una minestrina in brodo tiepida e un piatto di lasagne fumanti nessuno sceglie il brodino. Forse il segreto sta in questo , al contrario di come dice Giulio, forse il bello sta nel navigare in un mare in tempesta, cercando disperatamente di governare la barca e sfidando le onde approdare al porto, in fondo la vita è tutta una sfida, un rischio, e chi non risica non rosica!
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Dunque ribadisco che nel mare - il cui stato può variare da calmo ( sentimento blando) , fino  a molto grosso ( sentimento potentissimo) - noi - la nostra ragione - è come una barchetta , anzi il timone della barchetta . Abbandonarsi ai marosi , alla deriva, questo è follia , il mare non ha nulla di folle.
La chiglia delle migliori barche è fatta per assecondare le onde , non per combatterle.

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