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Commenti a "Il fenomeno d'essere è un appello all'essere..." di Jean-Paul Sartre


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"Non si può dare una descrizione precisa dell'essere, perché esso è imprevedibile, quindi si può supporre e parlarne all'infinito senza venirne a capo".
     Imprevedibile l'essere? L'essere è, semplicemente, ciò che E'. In quanto tale, è al di fuori del tempo, e dunque non può darsi a suo riguardo alcuna connotazione di prevedibilità o imprevedibilità. Detto in altro modo, è quanto di più prevedibile possa esistere, perché è sempre lo stesso, e non cambia assolutamente mai.
     "i filosofi sono individui che tranne in rari casi, usano paroloni che il 90% della popolazione mondiale non capisce,senza in realtà dire niente di concreto o definito".
     E' talmente astratto e indefinito ciò che dicono i filosofi, che con la filosofia ci si è praticamente fatta la storia. Le azioni umane, infatti, nascono dal pensiero; e le azioni collettive, cioè la storia, dalle correnti di pensiero, che sono appunto filosofia.
     Quanto poi ai paroloni incomprensibili ai più, ne fa uso chiunque svolga un'attività qualificata e specializzata: medici, matematici, astronomi, avvocati, ingegneri, fisici nucleari, economisti, dirigenti d'azienda.... Quei paroloni incomprensibili non servono a nascondere i concetti, ma servono invece per individuarli ed esprimerli con la massima precisione possibile, evitando di lasciarli nel vago delle nebulose sapienze individuali di cui sono farcite le mille inconsistenti velleità culturali della nostra società bolsa, bizantina e decadente.
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che fai me leggi ner pensiero ?.
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E' na rota russa la malafede Vincè. Ce stai pure te in mezzo ar cerchio.
A vincè...

A VINCEEEEEEEEEEEEEEEEEEE '  !!!!!!!!!
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l'unica cosa di cui non tiene conto la filosofia è l'imprevedibilità e i filosofi sono individui che tranne in rari casi, usano paroloni che il 90% della popolazione mondiale non capisce,senza in realtà dire niente di concreto o definito. Non si può dare una descrizione precisa dell'essere, perchè esso è imprevedibile, quindi si può supporre e parlarne all'infinito senza venirne a capo
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Con suo esclusivo nocumento.
Sotto altro aspetto, mandare a quel paese la filosofia ed in genere il pensiero teorico non credo sia l'atteggiamento giusto.
Non dimentichiamo che anche Sartre, ad esempio, oltre a dar voce a tanta gente che la pensa come lui (ed è liberissima di farlo, secondo me), o a generare o aver generato seguaci, costituisce anche e soprattutto, come tutti i pensatori, una pietra di paragone utile per una critica costruttiva e per la chiarificazione dei concetti. In questo senso, nessun filosofo è da buttar via, ma tutti insieme contribuiscono a costruire l'edificio del pensiero umano.

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