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Commenti a "La filosofia è un tentativo straordinariamente..." di Bertrand Arthur William Russell


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Ecco una fulgida e rapida esemplificazione di relativismo morale, particolarmente adatta a chiarire le già nebulose idee delle nuove generazioni.
"Le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori", canta ormai da tempo Guccini (conzone di notte n.2), e mi trova perfettamente d'accordo.
Ma non per motivi di relativismo, no, bensì per un altro e ben più valido motivo.
Il comportamento umano può avere due molle: la mera osservanza della norma, dettata il più delle volte dal timore della sanzione, oppure lo spontaneo, libero e sincero atto di volontà, indipendente da qualsiasi statuizione normativa, sia essa giuridica, morale, biblica o quant'altro.
Io sono nettamente per il secondo tipo di comportamento: preferisco un trasgressore vero e sincero, a cento osservanti repressi ed ipocriti.
Ma allora, Bea, mi chiederai: "Pino, sei dunque un completo amorale?".
Ebbene sì: per me l' UNICA MORALE E' L'AMORE. Chi non lo possiede, è meglio che si comporti in maniera spontanea, anziché osservare, per costume, timore di riprovazione sociale o (peggio) di pene infernali, comportamenti che non gli vengono spontanei dal profondo del cuore.
Del resto, già lo diceva San Filippo Neri: statevi se potete, e se non potete fate quello che volete.
Almeno - aggiungo io - sarete voi stessi.
Fine della Filippica.
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Vincenzo,, Tina
ciò che è morale per me può non esserlo per un Masai e viceversa.
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La filosofia e la teologia sostengono che l’uomo...
è per natura un essere morale...
I suoi principi fondamentali (lo statuto morale)
non gli vengono dall’esterno ma...
hanno origine nella sua stessa natura...!
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Vincenzo,
faccio copia e incolla
se non credi sia pertinente, sarò più esplicita quando sarò lucida (Quando?)

Nel Cristianesimo il concetto neoplatonico di ipostasi svolse un ruolo fondamentale nella formulazione della dottrina trinitaria: i caratteri specifici di Padre, Figlio e Spirito Santo furono definiti come ipostasi (sostanza personale), ma posti a un livello paritario e non più gerarchico. Il termine "ipostasi" fu così consacrato dal concilio di Calcedonia (451) che affermò l'esistenza in Cristo di un'unica ipostasi-persona in due nature: umana e divina.Nella religione cristiana si può intendere con ipostasi anche il processo attraverso il quale dal concetto assoluto di Dio si fa derivare necessariamente la sua esistenza sostanziale.

nota: L'ipostasi (dal greco hypostasis, «sostanza», da hypo, «sotto», e stasis, «stare»)nella filosofia neoplatonica e in Plotino, è la generazione gerarchica delle diverse dimensioni della realtà appartenenti alla stessa sostanza divina, che le produce per una sorta di emanazione, altrimenti detta processione.
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..e ..pertanto... si serve del ragionamento filosofico per imporre norme ...secondo la morale del momento

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