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Commenti a "Marzo: nu poco chiove e n'ato ppoco stracqua..." di Salvatore Di Giacomo


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Marzo: un pò piove e un pò smette o pioviggina:torna a piovere,smette;Ride il sole con l'acqua. Adesso un cielo celeste;adesso il cielo è scuro (pieno di nuvole scure);adesso ci sono le tempeste invernali;adesso c'è un'aria di primavera(è sereno).Un uccello freddoloso aspetta che esce il sole. Sopra il terreno bagnato sospirano le viole.
Adesso il poeta si rivolge alla donna amata Caterina e, facendo una tenera similitudine,le dice:"Cosa vuoi di più? Intendimi cuore mio,Marzo, tu lo sai, sei tu(essendo la sua Caterina mutevole, incostante in amore) e questo uccello freddoloso sono io". (Aspetta cioè che la sua amata ricambi costantemente,senza capricci, il suo amore)
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è una cosa che potete dire strana ma i napoletani mi sono antipatici e con tutto..mi piace questa poesia!
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Vuole essere un caldo invito!?
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err.corr.

al quarto rigo della poesia:
... ride 'o sole cu ll'acqua.
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per anna_Maxina00:

Caterì, che vui di più?
Intendimi, cuore mio!
Marzo, tu lo sai, sei tu,
e questo uccello freddoloso sono io.

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