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Commenti a "Di solito le religioni sono state molto..." di Osho


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Circa i genitori, io sono il secondo di due fratelli.
Sai quale era la mia "tattica", da ragazzo?
A scuola deludere, deludere, deludere ogni aspettativa. Decidevo io che voti prendere. Mio fratello prendeva sempre i 9 (anche al liceo). Io invece, tenevo sempre il fuoco basso, volontariamente. Alla prima versione latino-italiano della 1a liceo, dato che il professore era lo stesso di mio fratello ("transitato" gloriosamente 4 anni prima), feci DI PROPOSITO una massa di strafalcioni, e presi 4 (per forza! :) ). Alla seconda, italiano-latino, fui l'unico 8 della classe, ma solo per arrivare al 6 di media, sul quale poi mi stabilizzai senza rotture di scatole. E poi sempre così. Il minimo risultato apparente, per stornare attenzioni, aspettative, entusiasmi... e la massima autonomia interiore.
     Sono sempre stato alieno da ogni senso di colpa, sinceramente, se non per le cose che ritenevo di aver realmente sbagliato. Per il resto, ho fatto sempre quello che pensavo di fare, fregandomene del giudizio altrui. Rendendomi poi semmai conto DA ME di avere sbagliato; ma mi sono costruito da me le mie regole.
      Tanto, le regole sono sempre NOSTRE, anche se accettiamo le regole altrui. Tanto vale farcele da soli, semmai dopo aver ascoltato gli altri; ma farcele da soli. Si vive liberi, SI PAGA di persona... Ma SI INCASSA LIBERTA'.
      Fine della predica.  : )
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E poi, io che sono nato e vissuto per molto tempo a Napoli, posso assicurarti che passare col rosso è di giorno una necessità, e di notte un'opportunità che molti si concedono, dopo aver guardato bene a destra e a sinistra. : )
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I nostri genitori sono stati i primi a trasmetterci il senso di colpa, Pino, infliggendocelo.
Dapprima la paura delle punizioni o di perdere il loro affetto (  che poi è una punizione anche quella), poi via via solo con il tintinnio del campanello delle punizioni. Ora, da adulti, la nostra consapevolezza è tale per cui riteniamo sbagliato o giusto senza neppure soffermarci a riflettere un dato fatto solo perchè quel campanello che abbiamo udito per così tanto tempo lo abbiamo in pugno noi e non possiamo certo controvertere una così vissuta logica. Che ne dici ?
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Dipende: alcuni lo provano, altri no. Giuridicamente, se am*ma*zzi qualcuno, rispondi di un re*ato colposo, e quindi il diritto ritiene il sussistere obiettivo di un fatto illecito derivante da colpa, che giuridicamente è inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline; ma c'è gente che non prova alcun senso di colpa nel passare col rosso, e prova un senso di colpa, semmai, solo quando ha am*maz*zato qualcuno. E anche questo non sempre. Ci sono anche Kil*lers che non provano mai alcun senso di colpa, neanche per omi*cidi premeditati... Il senso di colpa è una condizione psicologica soggettiva, imperscrutabile dall'esterno.
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Quindi se guidando passi col rosso ad un incrocio deserto, senza dunque cagionare alcun danno, non ti sovviene alcun senso di colpa?

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