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Commenti a "Lo stato di ignoranza è la causa di tutte le..." di Osho


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Osho utilizza diverse storielle per illustrare semplicemente ciò che vuole comunicare. Parlando di felicità, dice che essa è raggiungibile da chi ha conosciuto la sofferenza e utilizza questa storia di un uomo ricchissimo che, proprio per la smisurata quantità di denaro che possiede, attribuisce ad esso sempre meno valore e perciò si sente un disgraziato e soffre terribilmente : cerca la felicità. 
..." Andò da un saggio ad un altro, ma inutilmente, parlavano tanto, ma non riuscivano a mostrargli nulla..... L' uomo giunse ad un villaggio e la gente gli disse . " si noi abbiamo un mistico sufi.... va da lui".
... Lo trovò nella foresta sotto ad un albero maestoso, in profonda meditazione... " Signore vorrei essere tanto felice. Ho tutto tranne la felicità." Il sufi apri' gli occhi e disse: " Io ti mostrerò la felicità , tu mostrami le tue ricchezze".
In una sacca sulla sella aveva una sacca con migliaia di diamanti, perchè si era premunito. Gli tese la sacca: " guarda".
Fulmineo il mistico prese la sacca e corse via. il ricco per un momento non riusci' a credere  a quello che era successo. poi ritornò in sè e  si mise a rincorrerlo urlando: " Sono stato derubato!".
... Per il ricco era una vera sofferenza: i guadagni di una vita perduti... e inutilmente!
Il mistico fece il giro del villaggio e ritornò nel suo albero, dove il cavallo era ancora in attesa. Poggiò la sacca vicino al cavallo e si sedette sotto l' albero in silenzio. Dopo un pò arrivò anche il ricco, tutto trafelato, ansimante, madido di sudore e di lacrime: aveva messo a repentaglio la sua vita! Poi vide la sacca accanto al cavallo, la strinse al cuore e si mise a ballare... era cosi' felice!
Il mistico apri' gli occhi e  disse. " Lo vedi? Non ti ho forse mostrato la felicità?".

Devi conoscere la sof ferenza, solo allora potrai sapere cos' è la felicità.
Tu devi vivere nel mondo e sof frire per scoprire chi sei: senza non vi è alcuna possibilità. Sei nella medesima situazione del ricco : tutti sono stati derubati e corrono per il villaggio che è il mondo. Corri, corri, corri... un giorno dovrai fare ritorno all' albero, e ritroverai di nuovo la tua borsa. Allora ballerai.
Nel cristianesimo c' è una parola che è stata profondamente fraintesa: pentimento! Il termine originario in ebraico significa ritorno, non pentimento: il ritorno a casa è l' unico vero pentimento!
L' essenziale è come fare ritorno alla fonte da cui sei scaturito e la meditazione non è altro che questo: ritornare, fare ritorno alla fonte e immergervisi di nuovo....
Ogni bambino possiede l' innocenza, ma non se ne rende conto perchè è con lui fin dall'inizio: Come può diventare consapevole? Ha bisogno di vivere la situazione opposta, solo cosi' lo realizzerà. A quel punto  sorgerà in lui il desiderio di ritornare alla sorgente: tutti desiderano ridiventare bambini, essere cosi' innocenti. Era un' esperienza meravigliosa!
Ma a quell' epoca non era cosi' meravigliosa! Prova a ritornare alla tua infanzia. Non ricordarla, rivivila: era una sof ferenza. Nessuna infanzia è felice; ogni bambino desidera diventare adulto, maturo, grande, forte, perchè il bambino si sente impotente, non è consapevole della sua ricchezza.Come potrebbe esserlo se non l'ha mai persa? Dovrà perdere l' innocenza, dovrà conoscere il mondo della cor ruzione, dovrà cadere profondamente nel peccato.
...Se la natura ti regala qualcosa, non sei in grado di  apprezzarlo. Per questo non sei per nulla grato.
L' infanzia è un regalo. C'è  l ' innocenza, ma il bambino non ne è consapevole.Dovrà perderla! Quando la perderà, e nella sua gioventù comincerà a vagare, conoscerà le vie del mondo e si sporcherà profondamente, diventerà un peccatore...allora sorgerà il desiderio. Allora comprenderà cos' ha perduto: si recherà in chiesa, andrà al tempio e  in cima all' Himalaya e si metterà alla ricerca dei maestrie non chiederà null' altro, chiederà soltanto : " Ridatemi la mia innocenza". Se tutto va bene ed è un uomo coraggioso, alla fine, giunta l' ora della mo rte, potrebbe aver realizzato di nuovo quell' innocenza.
Ma quando un vecchio ridiventa bambino, è totalmente diverso. Questa è la definizione di santo: un vecchio che ritorna bambino, innocente. La sua innocenza possiede una qualità differente, perchè adesso sa che può essere perduta e sa che, quando è perduta, si sof fre enormemente. Sa che senza l' inncenza tutto è un inf erno. Adesso sa che l' innocenza è l' unico stato di beatitudine, l' unica liberazione possibile.
Lo stesso avviene con la consapevolezza: ce l' hai, la perdi, la riconquisti, è un cerchio.
Per questo Gesù dice: " A meno che non ritorniate bambini, a meno che  non siate come bambini, non entrerete nel regno dei cieli". Questo è il ritorno: il cerchio è completo.
Dimentica la parola "pentimento" , sostituiscila con "ritorno"... e il senso di colpa scompare dal cristianesimo.
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Osho utilizza diverse storielle per illustrare semplicemente ciò che vuole comunicare. Parlando di felicità dice che essa è raggiungibile da chi ha conosciuto la sofferenza e utilizza questa storia di un uomo ricchissimo che, proprio per la smisurata quantità di denaro che possiede, attribuisce ad esso sempre meno valore e perciò si sentiva un disgraziato e soffriva terribilmente : cercava la felicità. 
..." Andò da un saggio ad un altro, ma inutilmente, parlavano tanto, ma non riuscivano a mostrargli nulla..... L' uomo giunse ad un villaggio e la gente gli disse . " si noi abbiamo un mistico sufi.... va da lui".
... Lo trovò nella foresta sotto ad un albero maestoso, in profonda meditazione... " Signore vorrei essere tanto felice. Ho tutto tranne la felicità." Il sufi apri' gli occhi e disse: " Io ti mostrerò la felicità , tu mostrami le tue ricchezze".
In una sacca sulla sella aveva una sacca con migliaia di diamanti, perchè si era premunito. Gli tese la sacca: " guarda".
Fulmineo il mistico prese la sacca e corse via. il ricco per un momento non riusci' a credere  a quello che era successo. poi ritornò in sè e  si mise a rincorrerlo urlando: " Sono stato derubato!".
... Per il ricco era una vera sofferenza: i guadagni di una vita perduti... e inutilmente!
Il mistico fece il giro del villaggio e ritornò nel suo albero, dove il cavallo era ancora in attesa. Poggiò la sacca vicino al cavallo e si sedette sotto l' albero in silenzio.Dopo un pò arrivò anche il ricco, tutto trafelato, ansimante, madido di sudore e di lacrime: aveva messo a repentaglio la sua vita! Poi vide la sacca accanto al cavallo, la strinse al cuore e si mise a ballare... era cosi' felice!
Il mistico apri' gli occhi e  disse. " Lo vedi? Non ti ho forse mostrato la felicità?".

Devi conoscere la sofferenza, solo allora potrai sapere cos' è la felicità.
Tu devi vivere nel mondo e soffrire per scoprire chi sei: senza non vi è alcuna possibilità. Sei nella medesima situazione del ricco : tutti sono stati derubati e corrono per il villaggio che è il mondo. Corri, corri, corri... un giorno dovrai fare ritorno all' albero, e ritroverai di nuovo la tua borsa.Allora ballerai.
Nel cristianesimo c' è una parola che è stata profondamente fraintesa: pentimento! Il termine originario in ebraico significa ritorno, non pentimento: il ritorno a casa è l' unico vero pentimento!
L' essenziale è come fare ritorno alla fonte da cui sei scaturito e la meditazione non è altro che questo: ritornare, fare ritorno alla fonte e immergervisi di nuovo....
Ogni bambino possiede l' innocenza, ma non se ne rende conto perchè è con lui fin dall'inizio: Come può diventare consapevole? Ha bisogno di vivere la situazione opposta, solo cosi' lo realizzerà.A quel punto  sorgerà in lui il desiderio di ritornare alla sorgente: tutti desiderano ridiventare bambini, essere cosi' innocenti. Era un' esperienza meravigliosa!
Ma a quell' epoca non era cosi' meravigliosa! Prova a ritornare alla tua infanzia. Non ricordarla, rivivila: era una sofferenza. Nessuna infanzia è felice; ogni bambino desidera diventare adulto, maturo, grande, forte, perchè il bambino si sente impotente, non è consapevole della sua ricchezza.Come potrebbe esserlo se non l'ha mai persa? Dovrà perdere l' innocenza, dovrà conoscere il mondo della corruzione, dovrà cadere profondamente nel peccato.
...Se la natura ti regala qualcosa, non sei in grado di  apprezzarlo. Per questo non sei per nulla grato.
L' infanzia è un regalo. C'è  l ' innocenza, ma il bambino non ne è consapevole.Dovrà perderla! Quando la perderà, e nella sua gioventù comincerà a vagare, conoscerà le vie del mondo e si sporcherà profondamente, diventerà un peccatore...allora sorgerà il desiderio. Allora comprenderà cos' ha perduto: si recherà in chiesa, andrà al tempio e  in cima all' Himalaya e si metterà alla ricerca dei maestrie non chiederà null' altro, chiederà soltanto : " Ridatemi la mia innocenza". Se tutto va bene ed è un uomo coraggioso, alla fine, giunta l' ora della morte, potrebbe aver realizzato di nuovo quell' innocenza.
Ma quando un vecchio ridiventa bambino, è totalmente diverso. Questa è la definizione di santo: un vecchio che ritorna bambino, innocente. La sua innocenza possiede una qualità differente, perchè adesso sa che può essere perduta e sa che, quando è perduta, si soffre enormemente. Sa che senza l' inncenza tutto è un inferno. Adesso sa che l' innocenza è l' unico stato di beatitudine, l' unica liberazione possibile.
Lo stesso avviene con la consapevolezza: ce l' hai, la perdi, la riconquisti, è un cerchio.
Per questo Gesù dice: " A meno che non ritorniate bambini, a meno che  non siate come bambini, non entrerete nel regno dei cieli". Questo è il ritorno: il cerchio è completo.
Dimentica la parola "pentimento" , sostituiscila con "ritorno"... e il senso di colpa scompare dal cristianesimo.
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Dai Giulio, sono sempre pronto a cambiare idea, anche se sono solito esaminare molto a fondo le cose, e anche se ho poche idee...
     Sai, diffido molto delle idee, anche delle mie.  Preferisco di solito affidarmi al fiuto, che mi inganna molto più di rado di quanto non mi avvenga con la ragione.  :)
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Pino, inserirò a breve un passo del libro che sto leggendo, che potrebbe farti cambiare idea, chissà ...
A presto.
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I nostri politici non sono né illuminati, né risvegliati.
Essi sono al primo stadio:  si perdono nell'ignoranza.
Poi forse si perderanno anche nel sapere; ma ad oggi ciò è capitato a ben pochi, e quei pochi, lungi dal poi risvegliarsi, si sono addormentati definitivamente.
E - come suol dirsi a Napoli - statte buono. : ))))))))))

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