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Commenti a Amleto di William Shakespeare


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ma...da ke atto è tratto?
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Secondo me è sbagliato pensare all'essere o il non essere nel senso stretto del vivere o morire, perchè nonostante vi siano intese queste alternative, si ha anche alternative nel semplice vivere. Non essere non si ottiene solo morendo, ma anche sopportando passivamente e morendo lentamente giorno per giorno.
Il pezzo più bello di questo brano secondo me è "and lose the name of actions" cioè il finale, le parole perdono il proprio valore se nessuno le sostiene e le porta avanti, emozioni e la loro genesi a confronto con il presente, una miriade di argomenti riassunti in poche frasi costellate da esempi che colpiscono tutti a prescindere dalle epoche... di sicuro shakespeare è stato realmente un'autore formidabile.
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postato da , il
E' uno dei pochi passi della letteratura a essere sempre riproponibile in qualsiasi epoca, tutti noi abbiamo e avremo dei conflitti interiori a cui far fronte o rassegnarci e cercare di dimenticare l'inicuo destino, la mia risposta è che non puo esserci un'assoluno giudizio in nessuna azione solo un'assoluta conseguenza quindi coraggio paura volontà o rassegnazione solo solo parentesi in una più ampia realta che è la vita, il tormento è nell'essere di ogni uomo o donna che è davanti a una scelta che puo avere conseguenze incalcolabili, quindi tutti in un certo siamo coraggiosi folli ma allo stesso tempo tormentati ed impauriti, la vita non è mai bianca o nera  ma è formata da tantissime sfumature di grigio! Fondamentalmente credo che intenda questo William Shakespeare l'unica alternativa alla scelta è la morte ma non so quale tra le due scelte sia più coraggiosa!
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non ci può essere totale pentimento, perchè non c'è mai vera scelta arbitraria
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non c'è una scelta. il vecchio bardo ci dice che ci illudiamo di scegliere, ma che il nostro destino è già segnato fin dalla
nascita. Quello che noi possiamo fare è solo combattere per avere una momentanea, illusoria (e spesso vitale) soddisfazione oppure abbandonarci all'ineluttabile, risparmiando fatiche ed energie. In entrambi i casi la gioa sarà solo un temporaneo ed effimero potere tra le due grandi parentesi di impotenza che sengano il nostro esistere, la vita e la morte e delle infinite simili frammentazioni che accompagneranno il nostro tempo: solo al loro interno il nostro momentaneo godere

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