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Commenti a "Anche l'anima ha bisogno di una favola!" di Susan Randall


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L'anima si nutre di favole e poesia e di molto altro.
Per contro le favole e la poesia non originano dall'aridità ma dalle emozioni e dal pensiero (sfera inconscia e filtro della ragione).
In questa ciclica interazione fra anima e favola, ma si potrebbe dire anche arte o, più  in generale, i variegati frutti dell'umana creatività, i nessi causali, casuali e non, sfuggono, a parer mio, a paradigmi ripetibili.
Come si può infatti escludere che ogni forma d'arte possa scaturire dalla combinazione di creatività cristallina, esente da contaminazioni, e originale rielaborazione, più o meno consapevole, di altrui prodotti artistici?
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:)))
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Quando sono arrivata in Italia
ho scoperto di essere bella.
Vabbè non è che pensassi proprio di fare schi-fo,
ma di essere quasi mozzafiatto
era una piacevole scoperta italiana.
Infatti, tutti me lo facevano notare dovunque andavo.
“Ciao bella!”
– era una frase che mi accompagnava in ogni dove.
Al bar, al mercato, dal parucchiere, dal tabaccaio.
“Quanto sono gentili gli uomini italiani”
– ho pensato –
“Dopo tutto cosa ci vuole a fare un complimento
ad una donna! Loro si che ci sanno fare!”

Ma poi mi sono accorta che lo fanno anche le donne
alle donne. E gli uomini agli uomini.
(Certo qua invece di Bella c’è un Bello).
E poi anche a quelle o quelli che non sono proprio belli. Anzi. Ma sono sicuramente belli dentro
e gli italiani se ne accorgono.
Ed oltre ad essere bella
ho scoperto che sono anche cara a tutti.
Infatti: “Ciao cara!” era un altra frase che si alternava
con “Ciao bella!”. E ho pensato:
“Quanto sono affettuosi qua.
Mi vogliono bene a prescindere, senza conoscermi.
Se tutto il mondo fosse così sarebbe una bellissima cosa!”

Ma poi mi sono accorta che lo fanno anche agli altri.
Donne ad altre donne, donne agli uomini e vice versa.
Gli uomini agli uomini che non conoscono.
Almeno non bene.
Ma sono cari comunque, cosa c’è di male?
Così ho scoperto
che mi sono trasferita in un paese da Favola.
Dove tutti vivranno per sempre cari e belli!
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Per scriverle con l'anima certo... e con la penna :-)))
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Per Sergio: sei proprio sicuro che l'inventare qualcosa debba necessariamente derivare dall'aver bisogno di quel qualcosa ? La favola, alla stessa maniera di una poesia o di una teoria filosofica, è un frutto del pensiero umano, così come una pera è il frutto di un albero di pere; ma ti sentiresti di asserire che l'albero abbia bisogno del frutto? A me sembra che lo produca spontaneamente; mentre è invece il frutto che ha bisogno dell'albero (mai visto un frutto senza una pianta che lo produca).
     Così è di tutto ciò che vediamo in natura: sono gli effetti ad avere bisogno di una causa, e non viceversa.
     Ritengo che la causazione del pensiero (ivi inclusa l'arte) sia spontanea. Noi pensiamo ed immaginiamo spontaneamente: ipotizzare che pensiamo "per scaricare pulsioni" mi sembra avere la stessa credibilità dell'ipotesi che pensiamo pulsioni da "caricare" su altri.
     Anzi, talvolta questa seconda ipotesi appare addirittura più credibile.
     Pensa a Stephen King, o a Lovecraft, autori di tremende immaginazioni horror. Le hanno immaginate per scaricare pulsioni, quelle "favole"? O non forse per caricarne i lettori ? : ))
     Vedi come è difficile capire dove si trovi la verità...  ; )

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