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Commenti a "In questo Paese è sempre più difficile..." di Giovanni Di Blasi


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Secondo me no Yang Tze...
Purtroppo niente di nuovo sotto il sole.
E comunque ogni tema è fatto per essere affrontato, poi lambito ed infine abbandonato...
Ma ora sconfino nel poetico e qui in effetti c'entra poco...;-)
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Chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera.
Questo è l'esempio che ci viene dato da chi ci governa.

Esempio di pochi giorni fa, una gelateria chiusa per 3 gioni (fine settimana) per 2/3 scontrini non emessi per un totale di €1.04 di iva non versata.

Anche questo è un cattivo esempio, ma non bastava una multa e basta?

Mi sa che sono andato fuori tema :-))
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Giuseppe, condivido in toto quello che dici, soprattutto per ciò che attiene la necessità che le "norme del vivere" si ispirino ai criteri di onestà, i quali però o si rifanno ai richiamati valore di ordine superiore oppure rimangono vaghi (come è forse giusto che sia).

Lungi da me il malsano intento di voler separare con lucidità e freddezza l'onestà dalla disonestà, specie per ciò che pertiene la sfera individuale. E va bene anche la rivolta civile se le Leggi sono sbagliate o immorali, purché quelle giuste, nel senso di allineate all'etica dell'uomo e alla civile convivenza, siano fatte rispettare.

A me pare che sovente sia proprio la mancata applicazione di queste norme a generare sperequazione e sofferenza a svantaggio di chi non possiede mezzi alternativi per far valere per sé una qualche forma di diritto.
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Non riusciremo mai, a livello razionale, a dividere con certezza assoluta l'onesto dal disonesto, il bene dal male, il bello dal brut*to, e così via. Tutti questi giudizi di valore, infatti, sono sensibili all'humus culturale, sociale e storico in cui vengono emessi, oltre che alla levatura di chi li emette.
     Il vero problema attuale dell'umanità è proprio l'instaurazione di un valore stabile comune, su cui fondare un livello moralmente superiore di convivenza. Questo valore non può essere che l'amore universale per la natura e per tutti gli esseri che ne fanno parte, esseri umani compresi. Finché non si raggiungerà questo, non vi saranno né onestà né disonestà, né bene né male che potranno essere uguali per tutti.
     Lo Stato sociale di diritto si stava avvicinando a questi princìpi; ma il malaugurato fallimento (e tradimento) dei regimi comunisti, anziché condurci verso un'era di liberazione, ha ricacciato indietro l'umanità verso il prevalere della legge dell'utile e dell'interesse, verso la sperequazione e la sopraffazione, che rende difficile ai più deboli la stessa sopravvivenza.
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Esistono norme giuridiche disoneste, come quelle con cui i parlamentari più volte, tutti d'accordo, hanno aumentato le loro prebende. Potremo mai dire che questi parlamentari, nel riscuotere i compensi di cui si sono auto-gratificati, rispettano le leggi, e quindi si comportano in modo onesto?
    E le leggi ad personam? E i mille favoritismi, le mille ruberie e sopraffazioni di cui è piena quasi ogni Gazzetta Ufficiale?
    Le "norme del vivere civile" devono adeguarsi a criteri di onestà: non possono e non potranno mai costituirne il parametro. E se non vi si adeguano, è giusta ed onesta la disobbedienza (anch'essa civile), ed in taluni casi anche la rivolta con uso della forza.

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