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Commenti a "Un ateo arrogante e chiuso di mente riesce ad..." di Jean-Paul Malfatti


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Questa conversazione mi sembra molto interessante, perché tocca un nervo scoperto dei rapporti sociali, e quindi esprimo il mio modesto parere.
   Concordo perfettamente con le parole di Paolino: "Sii credente, sii agnostico, sii ateo, oppure sii nulla, tutto o solo ciò che vuoi essere, ma, per carità, siilo senza fa*na*tismo o spa*valderia e, soprattutto, senza ins*ul*tare o dare del fe*s*so a chi la pensa diversamente da te."
    Queste parole sono rivolte non ad atei o a credenti, ma a TUTTI. E' poi chiaro che al credente non faccia piacere essere ema*rginato o de*riso dall'ateo, e all'ateo essere emar*ginato o de*riso dal credente. La soluzione è semplice: esprimere le proprie opinioni, rispettando non le opinioni altrui (cosa impossibile se non le si condivide), ma l'altro, sempre, anche se portatore di diversa opinione.
    Sotto altro aspetto, se parliamo di mar*tiri o generici m0rti am*ma*z*zati, ai ma*rtiri dell'inquisizione cattolica (perché era cattolica, perb*acco: cosa inc*redibile ed or*re*nda!) si possono affiancare tranquillamente i ma*rtiri di diverse religioni di Stato, come quella dell'antica Roma, o i ma*rtiri   missionari in Africa o Asia, o i ma*rtiri dell'ateismo di Stato (come avvenuto nei regimi comunisti "ditt*atoriali", che furono a mio avviso il massimo della contraddizione in termini e dell'ipo*cr*isia).
     Né atei né credenti dunque, a mio avviso, dovrebbero prendere cappello dinanzi a questa frase, condivisibile da chiunque.
     Quanto poi a Guccini, mi sembra esprima il medesimo concetto, anche se con una ribe*ll*ione in altre opere più nettamente di parte, e che comunque ha sempre il retrogusto amaro della scon*fitta e dell'auto-ema*rg*inazione. Povero Guccini, profeta di scenari sempre più demodé, stante l'avvenuto svili*mento e prosti*tu*zione alla ragion pratica anche delle sinistre e delle ana*rchie di qualsiasi gusto ed estrazione, cosa che è ormai sotto gli occhi di tutti...
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Questa conversazione mi sembra molto interessante, perché tocca un nervo scoperto dei rapporti sociali, e quindi esprimo il mio modesto parere.
   Concordo perfettamente con le parole di Paolino: "Sii credente, sii agnostico, sii ateo, oppure sii nulla, tutto o solo ciò che vuoi essere, ma, per carità, siilo senza fanatismo o spavalderia e, soprattutto, senza insultare o dare del fesso a chi la pensa diversamente da te."
    Queste parole sono rivolte non ad atei o a credenti, ma a TUTTI. E' poi chiaro che al credente non faccia piacere essere emarginato o deriso dall'ateo, e all'ateo essere emarginato o deriso dal credente. La soluzione è semplice: esprimere le proprie opinioni, rispettando non le opinioni altrui (cosa impossibile), ma l'altro, sempre, anche se portatore di diversa opinione.
    Sotto altro aspetto, se parliamo di martiri o generici m0rti amma*zzati, ai martiri dell'inquisizione cattolica (perché era cattolica, perbacco: cosa incredibile ed orrenda!) si possono affiancare tranquillamente i martiri di diverse religioni di Stato, come quella dell'antica Roma, o i martiri   missionari in Africa o Asia, o i martiri dell'ateismo di Stato (come avvenuto nei regimi comunisti "dittatoriali", che furono a mio avviso il massimo della contraddizione in termini e dell'ipocrisia).
     Né atei né credenti dunque, a mio avviso, dovrebbero prendere cappello dinanzi a questa frase, condivisibile da chiunque.
     Quanto poi a Guccini, mi sembra esprima il medesimo concetto, anche se con una ribellione in altre opere più nettamente di parte, e che comunque ha sempre il retrogusto amaro della sconfitta e dell'auto-emarginazione. Povero Guccini, profeta di scenari sempre più demodé, stante l'avvenuto svilimento e prosti*tuzione alla ragion pratica anche delle sinistre e delle anarchie di qualsiasi gusto ed estrazione, fatto che è ormai sotto gli occhi di tutti...
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Ti rispondo con un brano del buon Guccini...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi igno*ranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

...Io dico Addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia

e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ru*ffiani e di put*ta*ne a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbr*oglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

io, giu*llare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipo*crita uditore, mio simile...
mio amico...
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Ti rispondo con un brano del buon Guccini... Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia

e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ru*ffiani e di put*tane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...
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Ciao Dario, grazie per aver letto e commentato il mio pensiero. E' proprio per tutto quello che hai elencato (e molto altro) che ho aggiunto questa nota alla frase pubblicata:

"Gli uomini continueranno ad uccidersi gli uni gli altri fino al giorno in cui cominceranno a svilupparsi spiritualmente e a svolgere il loro dovere in modo imparziale e ponderato, opponendosi a ogni forma di integralismo e di predominanza di una fede o di un'ideologia qualsiasi sull'altra, e questo si applica anche agli agnostici e agli atei, perché, ancora secondo me, anche il non credere o il credere a metà →può a volte essere←, alla sua maniera, una credenza o la mancanza di una fede mascherata da un pseudo-razionalismo."  (→può a volte essere← non ho detto "è")

Oltre a questo, ho messo gli aggettivi "arrogante" e "chiuso di mente" dopo la parola "ateo", e "invasato" e "fanatico" dopo la parola credente, questo vuol dire che parlo chiaramente di "arroganza", "ottusità" e "fanatismo", quindi non ho generalizzato ne fatto di tutta un erba un fascio.

Grazie ancora e un abbraccio.

Paolino.

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