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Commenti a "Non mi piace Nietzsche perché ama la..." di Bertrand Arthur William Russell


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E' la "manifestazione" d'amore nei confronti di un dio dato dagli uomini che nietzsche non accettava principalmente.... perchè non riusciva ad accettarlo come "sostanza comune" e unilaterale. 
Sentendosi diverso, ne soffriva le conseguenze. E di quelle conseguenze ha costruito una realtà unica che a sua volta è caduta nell'errore della verità universale.
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Mi sembra, (se pur non analizzando più di tanto) di aver portato un pensiero in precedenza dicendo che : "non c'è nulla che un ateo può fare che non possa farlo anche un cattolico. E di aver aggiunto che le barriere non sono dovute da una lotta tra uomo e un Dio, ma tra uomo e uomo. E credo anche di aver detto che l'ateo non crede in dio anche se vorrebbe crederci ( come crede nell'amore) e sono sicuro che anche nietzsche ne avesse uno dentro di se, solo che non ha voluto condividerlo, o perlomeno non ha voluto accettare quello degli altri uomini ( perchè la sua visione di un dio era del tutto personale e forse in forma più umana) Nietzsche comunque credeva negli dei..quindi in qualcosa credeva.
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Ho rivisto i tuoi commenti in cui ti riferisci a Nietzsche.
Devo dire che non ho risposto non per i motivi che hai immaginato, ma perché ne ho semplicemente preso atto; tanto più che si riferivano, per lo più, all'uomo Nietzsche più che al contenuto obiettivo della sua filosofia.
       Con questo post, d'altronde, non era mia intenzione discutere il pensiero di Nietzsche, ma chiarire quale fosse il pensiero di Russell in proposito, con particolare riguardo alla circostanza, da me posta in evidenza successivamente, che si tratta di due pensatori entrambi atei, ma in insanabile contrasto tra loro quanto alla parte etica della loro filosofia.
     Insomma, era mia intenzione con questo post lasciar parlare Russell, piuttosto che introdurre la solita trita questione, mille volte affrontata, sul pensiero di Nietzsche. Questo è anche il motivo per cui mi ha fatto piacere il contributo di Giulio, che chiarisce ulteriormente il pensiero di Russell in materia.
     La mia tesi, a prescindere dalle caratteristiche dei due pensatori, è in definitiva che l'ateismo non reca necessariamente in sé il dispregio per l'amore universale, tipico di Nietzsche; amore universale che può invece, come in Russell, costituire il fondamento del principio etico senza alcun substrato religioso o confessionale.
     Questo lo ritengo molto importante per fare chiarezza nelle idee in prospettiva di qualsiasi discussione futura.
     Mi spiace solo che Vincenzo Cataldo non sia fatto vivo, perché soprattutto a lui pensavo nell'inserire questo post (come ciascuno potrà aver compreso. : )
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Bukowski non va letto per le sue verità. Per usare una frase di nietzsche "Aldilà del bene e del male".  E' la sua affascinante fragilità che m'interessa più di tutto.
Non c'è nessuno che possa risolvere il mistero di quel deserto che abbiamo dentro.
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PS: E' assolutamente vero che la scrittura di bukowski è in buona sostanza frasi ad effetto. Ha un abilità che sfiora quasi il geniale sullo spingerti a vedere la realtà nel modo in cui la vede lui. Forse uno dei più abili. Ma ricorda che bukowski ha vissuto di pane e libri per molti anni.. e nel suo grottesco modo di vedere la realtà in fondo nascondeva una certa tenerezza. E' qualcosa ( per alcuni)  piacevole, per altri invece semplicemente una sintonia nel modo di vedere e raccontare la vita. Lui scriveva per salvare il suo di sedere, non quello degli altri. E non la intendo in senso economico la sua salvezza.


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